Con l’avvicinarsi della fine della 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), il Brasile, Paese ospitante, ha esortato i quasi 200 Stati partecipanti ad adottare decisioni ambiziose. Se i politici deludono le aspettative dell’opinione pubblica, rischiano di perdere la fiducia dei cittadini, ha dichiarato ieri a Belém il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Un’azione insufficiente sul clima – ha avvertito – minaccia la stabilità democratica e la credibilità internazionale e i Paesi devono dimostrare di prendere sul serio le preoccupazioni delle giovani generazioni. Rivolgendosi alle nazioni industrializzate, ha aggiunto che “prendersi cura del clima significa capire che i Paesi ricchi devono aiutare i Paesi poveri”.
Il Presidente brasiliano ha precedentemente affermato che sono necessarie tabelle di marcia su come l’umanità può superare la dipendenza da petrolio, gas e carbone, nonché su come fermare e invertire la deforestazione. “Non possiamo lasciare Belém senza decisioni su queste questioni. È urgente”, ha affermato.
A tal proposito, decine di Paesi stanno spingendo per una roadmap per abbandonare petrolio, gas e carbone e i rappresentanti di un’ampia alleanza di circa 80 Paesi hanno fatto una conferenza stampa a Belém. Il Ministro dell’Ambiente tedesco Carsten Schneider ha affermato che l’obiettivo è “liberarci” dai combustibili fossili. Tuttavia, i ricchi stati del Golfo come l’Arabia Saudita, che continuano a trarre profitto da petrolio e gas, sono tra coloro che si oppongono a un piano del genere a Belém.
Inoltre, molti Paesi in via di sviluppo chiedono ai Paesi industrializzati di aumentare significativamente i loro aiuti governativi per il clima per aiutarli ad adattarsi alle conseguenze del riscaldamento globale. Una proposta è di triplicare questa cifra, portandola ad almeno 120 miliardi di dollari entro il 2030. Dal punto di vista dell’Unione Europea, questo dovrebbe essere regolato nell’ambito degli impegni finanziari assunti lo scorso anno. In base a questi, i Paesi industrializzati forniranno almeno 300 miliardi di dollari all’anno in finanziamenti per il clima fino al 2035.
La COP30, della durata di due settimane, dovrebbe concludersi domani sera, sebbene siano frequenti proroghe di ore o addirittura giorni.
COP30, l’Ue propone una roadmap per la transizione dalle fonti fossili
Alla COP30 è arrivata una proposta dell’Unione europea alla presidenza brasiliana per una tabella di marcia sulla transizione energetica e la protezione delle foreste e degli ecosistemi. L’accordo è stato raggiunto ieri sera dopo un lungo coordinamento e vede l’adesione anche dell’Italia che finora non aveva dato il suo sostegno alla roadmap per l’uscita dai combustibili fossili. La proposta europea “incoraggia tutte le Parti ad accelerare l’attuazione degli sforzi globali” in un modo “determinato a livello nazionale, riflettendo le responsabilità comuni ma differenziate e le rispettive capacità, alla luce delle diverse circostanze nazionali, al fine di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali”.
L’Ue – si legge nel testo – decide così di lanciare la “Roadmap Mutirão sotto la guida della Presidenza della COP attuale e di quella entrante“, per gli scopi indicati, tra cui la transizione dall’uso dei combustibili fossili “in modo giusto, ordinato ed equo”.
Inoltre, decide che la “Roadmap Mutirão sarà guidata dalle migliori conoscenze scientifiche disponibili fornite dall’IPCC, si baserà sulle ambizioni e sulle azioni delle Parti come riflesso nei rapporti di sintesi NDC e BTR e non sarà prescrittiva. Decide inoltre che, se del caso, coinvolgerà gli attori e i processi esistenti che favoriscono il finanziamento e la tecnologia a sostegno di una transizione equa verso economie a zero emissioni nette”.
Si chiede alla Presidenza attuale e a quella entrante della Conferenza delle Parti che funge da riunione delle Parti dell’Accordo di Parigi di “sviluppare continuamente la Roadmap Mutirão in consultazione con le Parti e chiede inoltre di fornire, con l’assistenza del Segretariato, una relazione di sintesi annuale sul lavoro svolto nell’ambito della Roadmap Mutirão, affinché sia esaminata dal CMA, al fine di intraprendere le azioni appropriate”. E si chiede inoltre al Segretariato di “fornire una sintesi della relazione e di presentarla come contributo alla tavola rotonda ministeriale annuale di alto livello sull’ambizione e l’azione pre-2030”.
