A due giorni dalla chiusura della COP30, la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha tenuto una fitta serie di riunioni a Belém con delegazioni dell’Unione europea, della Cina, dell’Indonesia e di diversi Paesi latinoamericani, nel tentativo di avanzare sui principali nodi ancora irrisolti del negoziato climatico. Il capo dello Stato – arrivato in mattinata nella città amazzonica – ha incontrato per primo il gruppo negoziatore dell’Ue, con cui ha discusso dei punti rimasti aperti nell’agenda della conferenza. Nel corso della giornata ha poi avuto colloqui bilaterali con Ministri e rappresentanti di alcune delle 160 delegazioni impegnate nella ricerca di un consenso sulle decisioni finali del vertice.
Durante gli incontri sono stati esaminati tre temi centrali: gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, il finanziamento da parte dei Paesi sviluppati ai programmi climatici delle nazioni in via di sviluppo e la definizione di una road map per diminuire gradualmente la dipendenza globale dai combustibili fossili. Questi dossier restano i più delicati del negoziato e richiedono, secondo il governo brasiliano, un ulteriore sforzo politico per arrivare a un testo condiviso entro venerdì 21 novembre.
Fonti dell’esecutivo citate dalla stampa locale riferiscono che Lula potrebbe riunirsi ancora in giornata con il Presidente della COP, l’ambasciatore André Corrêa do Lago, oltre che con rappresentanti della società civile. Al termine della sua agenda, il capo dello Stato è atteso di rientro a Brasilia nella serata.
