Il colossale bacino idrico del Rio Grande soffre di una crisi idrica grave. E’ quanto emerge da un nuovo studio della Northern Arizona University (NAU) e pubblicato su Discover Water. La ricerca è stata condotta da Brian Richter di Sustainable Waters e ha coinvolto Kat Fowler, dottoranda in informatica e calcolo, e Ben Ruddell, professore presso la School of Informatics, Computing, and Cyber Security della NAU e ideatore e direttore di FEWSION, che mappa le vulnerabilità, l’impatto ambientale e la resilienza delle catene di approvvigionamento statunitensi. Si tratta del terzo studio della partnership che analizza la diminuzione delle riserve idriche lungo i principali bacini fluviali degli Stati Uniti. I ricercatori hanno scoperto che il consumo eccessivo di acqua è dovuto principalmente all’agricoltura irrigua e, tra queste, il fattore principale è rappresentato dalle colture foraggere per il bestiame, come l’erba medica e il fieno. Solo circa la metà dell’acqua utilizzata viene sostituita da processi naturali.
Le prospettive secondo i ricercatori
Le acque superficiali si sono già prosciugate a giugno, mentre la stagione di crescita dura fino a ottobre. “Questa grave crisi idrica offre l’opportunità di immaginare un futuro idrico più sicuro e sostenibile per il bacino, ma sarà necessaria una rapida transizione per evitare conseguenze dannose per le aziende agricole, le città e gli ecosistemi”, hanno scritto i ricercatori. Oltre agli effetti sugli esseri umani – il Rio Grande e le falde acquifere sottostanti forniscono acqua potabile a oltre 11 milioni di persone in Messico e a 4 milioni negli Stati Uniti – anche gli ecosistemi naturali sono a rischio. Il bacino del Rio Grande ospita oltre 130 mammiferi, 3.000 specie vegetali e 500 specie di uccelli, e le zone umide sono di fondamentale importanza per gli uccelli migratori. Almeno 75 specie di pesci d’acqua dolce sono già a rischio, poiché i loro ecosistemi scompaiono insieme all’acqua.
Si tratta delle stesse tendenze che i ricercatori hanno notato osservando il bacino del fiume Colorado e il Gran Lago Salato, entrambi importanti per gli ecosistemi e le economie occidentali. “Nella maggior parte degli Stati Uniti occidentali, come in altre regioni montuose e desertiche del mondo, il problema è lo stesso: utilizziamo più acqua di quanta la natura ne renda disponibile, e la carenza è crescente”, ha affermato Ruddell. “Nel Rio Grande, c’è un ulteriore problema: il fiume è condiviso da due nazioni, e una delle due, il Messico, utilizza più acqua di quanta ne abbia diritto. Questo crea un grosso problema per gli agricoltori texani che vivono a valle”. Per invertire questo processo saranno necessarie azioni mirate, ha affermato Ruddell.
