Lo spazio è destinato a essere sempre più pervasivo, tanto che “tra 20 anni sarà utilizzato ovunque, in tutti i settori. Per questo, se non si investe nello spazio, si perde il futuro“. Lo ha detto all’ANSA il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, alla vigilia della Conferenza Ministeriale di Brema. Nel caso delle tecnologie dell’informazione, in particolare di Internet, ha osservato, “l’Europa ha commesso l’errore di non investire abbastanza in quei settori e oggi le più grandi aziende attive in questi campi non sono europee. Eppure – ha detto ancora – Internet è stata inventata in Europa, questo significa che dal punto di vista scientifico l’Europa era forte, ma non è riuscita a convertire il cervello, cioè questa capacità intellettuale in aziende e denaro. Penso che nello spazio ci troviamo in una situazione molto simile“.
Ha osservato che “oggi in Europa abbiamo eccellenze nel campo spaziale, con aziende molto forti, anche se più piccole, ma se non aumentiamo e convertiamo questi investimenti in grandi aziende europee, accadrà la stessa cosa che è accaduta per le tecnologie dell’informazione“.
Il progetto per una capsula di rientro
Sul tavolo della Conferenza Ministeriale dell’ESA che si apre domani a Brema c’è anche il progetto di una capsula in grado di volare nello spazio e di rientrare a Terra. “Abbiamo due aziende che al momento sono in competizione per lo sviluppo di questa capsula e ho una proposta da presentare al tavolo dei Ministri“, ha detto all’ANSA Aschbacher. Se l’Europa dovesse avere a disposizione un veicolo simile, “potrebbe certamente essere ampliato o sviluppato ulteriormente per il trasporto di astronauti. Ma se questo da un lato è tecnicamente possibile, dall’altro richiederebbe una decisione politica“. Attualmente, infatti, per far volare i suoi astronauti l’Europa dipende dagli Stati Uniti, con SpaceX. Anche la Russia e la Cina sono in grado di portare uomini nello spazio, ma per l’Europa l’unica opzione sono gli Stati Uniti.
“Questo – ha detto Aschbacher – solleva una questione importante: perché l’Europa diventi indipendente e più autonoma nel trasporto di astronauti, serve una decisione politica” che arrivi da “tutti i Paesi europei“.
Luna, per l’Europa un ruolo attivo in vista della Moon Economy
L’Europa ha un ruolo attivo nella costruzione dell’economia lunare, proponendosi come partner e proponendo progetti concreti, ha detto Aschbacher all’ANSA. “C’è un rischio enorme che l’esplorazione possa essere condotta in modo da svantaggiare l’Europa, se questa non parteciperà attivamente. Bisogna essere un partner e l’Europa lo sta facendo“. Fra i programmi che l’Europa sta sviluppando ci sono “Argonaut, che significa trasportare una tonnellata e mezza di attrezzature e strumenti dalla Terra alla Luna. Abbiamo Moonlight, un programma che sviluppa la comunicazione e la navigazione sulla superficie lunare per gli astronauti e i rover“, inoltre “partecipiamo al programma Artemis, per il quale stiamo costruendo il Gateway“, ha aggiunto riferendosi alla futura stazione spaziale destinata all’orbita lunare.
Per gettare le basi della futura economia lunare, ha detto ancora il direttore generale dell’ESA, è molto importante “costruire una vera e propria economia“, per esempio con telecomunicazioni, produzione e distribuzione di energia sulla Luna, e poi serviranno risorse e impianti di produzione: dalla stampa 3D alle infrastrutture e agli edifici. “Se partecipi e lavori lì, tracci insieme agli altri le strade di ciò che accadrà, ma se non partecipi, saranno gli altri a dettare le regole“.
Marte, la missione ExoMars verso il lancio nel 2028
La missione ExoMars, destinata a scavare nel suolo di Marte in cerca di forme di vita passata, si prepara al lancio nel 2028. “È una missione che ha avuto una storia un difficile, ma alla fine nel 2028 lanceremo“, ha detto all’ANSA Aschbacher, riferendosi alla missione nata nel 2010 in collaborazione con gli Stati Uniti. Quando questi si sono tirati indietro, è stata avviata una lunga collaborazione con la Russia, interrotta dall’ESA dopo l’invasione dell’Ucraina. Quindi è stata necessaria una lunga revisione tecnica del rover destinato a posarsi sulla superficie e dei suoi strumenti.
“Penso che questa missione sia davvero una pietra miliare perché sarà la prima volta che un rover sarà su Marte alla ricerca di tracce di vita nel sottosuolo“, ha osservato Aschbacher. “Trivelleremo fino a 2 metri sotto la superficie marziana perché, secondo gli esobiologi, le radiazioni cosmiche uccidono la vita in superficie fin a un metro nel sottosuolo“, ha detto ancora. “Perciò – ha proseguito – bisogna andare a oltre un metro di profondità per cercare tracce di vita. Se su Marte c’è vita passata o ancora esistente, non sarà tra la superficie e un metro nel sottosuolo ma si dovrà andare più in profondità“. Grazie alla trivella costruita in Italia, “l’Europa sarà la prima al mondo a cercare tracce di vita nel sottosuolo di Marte“.
