Domani il Black Friday: dalle origini americane al fenomeno globale

Il Black Friday non è più soltanto una giornata di shopping: è un fenomeno sociale e culturale, uno specchio del modo in cui consumiamo e del peso crescente che l’e-commerce ha nelle nostre vite

Domani, venerdì 28 novembre 2025, tornerà il Black Friday, l’evento commerciale che segna l’inizio ufficiale della stagione dello shopping natalizio e che, negli ultimi decenni, si è trasformato in un fenomeno globale. Quella che inizialmente era una semplice giornata di sconti negli Stati Uniti è diventata un appuntamento atteso da milioni di consumatori in tutto il mondo, capace di generare un vero e proprio boom di vendite sia nei negozi fisici sia online. Dalle grandi città americane alle piattaforme di e-commerce internazionali, il Black Friday è ormai sinonimo di offerte imperdibili, resse davanti ai negozi, click frenetici sui siti web e strategie promozionali che coinvolgono praticamente ogni settore: elettronica, moda, elettrodomestici, articoli per la casa, sport, beauty e molto altro. Per molti rivenditori, questa giornata rappresenta un momento cruciale per i bilanci annuali, mentre per i consumatori è l’occasione di anticipare regali natalizi o acquistare prodotti a prezzi vantaggiosi.

Che cos’è il Black Friday

Il Black Friday è il giorno immediatamente successivo al Thanksgiving, la festa statunitense del Ringraziamento che cade il quarto giovedì di novembre. In pratica, si tratta di una giornata di sconti eccezionali, spesso anticipati alla mezzanotte o addirittura ai giorni precedenti, che coinvolge praticamente tutti i settori.

Le origini: dalla città di Filadelfia al resto degli Stati Uniti

L’espressione “Black Friday” cominciò a circolare negli anni ’50 a Filadelfia, quando la polizia locale iniziò a utilizzarla per descrivere il caos del traffico e la ressa che seguivano il giorno del Ringraziamento: migliaia di persone affollavano strade e negozi in vista della partita di football di sabato. I commercianti, inizialmente diffidenti nei confronti di un nome così cupo, tentarono persino di promuovere l’etichetta alternativa “Big Friday”, che però non attecchì.

Negli anni ’70 e ’80 il termine iniziò a diffondersi nel resto del Paese, assumendo progressivamente un significato positivo per il settore commerciale: “black” divenne sinonimo di bilanci “in nero”, cioè in attivo, grazie al boom delle vendite di fine novembre.

L’evoluzione nel tempo: dalle code davanti ai negozi all’e-commerce globale

Negli Stati Uniti il Black Friday è diventato, nel corso dei decenni, un rituale culturale. Iconiche le immagini di folle in attesa fuori dai grandi magazzini all’alba, di corse ai televisori scontati, di carrelli stracolmi.
Con la crescita dell’e-commerce, però, la giornata ha assunto un volto diverso: sempre più consumatori preferiscono gli acquisti online, e i negozi hanno risposto ampliando la durata delle promozioni.

A partire dagli anni 2010, complice anche l’esplosione del digitale, il Black Friday si è trasformato in una settimana di offerte – spesso estesa all’intero mese di novembre – fino a culminare nel Cyber Monday, il lunedì successivo, dedicato ai prodotti tecnologici.

Il Black Friday in Europa e in Italia

Arrivato in Europa tra il 2010 e il 2015 grazie soprattutto ai colossi dell’e-commerce, il Black Friday è ormai un appuntamento fisso anche nel nostro Paese. In Italia ha trovato terreno fertile in un periodo tradizionalmente povero di festività commerciali: oggi quasi tutti i brand, dalle grandi catene ai piccoli negozi, propongono promozioni specifiche per la giornata. Secondo le stime degli ultimi anni, cresce la percentuale di italiani che approfittano del Black Friday per anticipare i regali di Natale o acquistare prodotti tecnologici ad alto costo.

Un fenomeno globale che continua a trasformarsi

Il Black Friday non è più soltanto una giornata di shopping: è un fenomeno sociale e culturale, uno specchio del modo in cui consumiamo e del peso crescente che l’e-commerce ha nelle nostre vite. Allo stesso tempo, cresce anche l’attenzione verso i consumi responsabili: una parte sempre più ampia del pubblico riflette sull’impatto ambientale dell’acquisto compulsivo, e alcune aziende adottano iniziative alternative, come campagne “green” o giornate senza sconti a favore di cause sociali.