Un’affascinante indagine scientifica sta riscrivendo una pagina della storia dei celebri Bronzi di Riace. Generalmente associata alla prevenzione di terremoti ed eruzioni, la geologia ha dimostrato la sua versatilità applicando le sue rigorose metodologie a un mistero archeologico che dura da decenni. Ricercatori delle Università di Catania e Ferrara, in uno studio multidisciplinare, hanno utilizzato strumenti tipici della scienza della Terra – quali carotaggi, analisi chimiche e mineralogiche di sedimenti, e lo studio di microfossili – non solo per datare rocce, ma per risalire alla provenienza delle statue bronzee.
Lo studio, pubblicato sull’autorevole Italian Journal of Geosciences della Società Geologica Italiana (SGI), fornisce prove scientifiche che avvalorano la cosiddetta “ipotesi siciliana“. Questa teoria, lanciata negli anni ’80 dall’archeologo Robert Ross Holloway e rilanciata di recente da Anselmo Madeddu, suggerisce che i Bronzi siano affondati originariamente nel mare della Sicilia durante i saccheggi romani dopo il sacco di Siracusa (212 a.C.), per poi essere nascosti da archeotrafficanti sui fondali di Riace, in Calabria, in attesa di essere venduti.
Il dato più significativo è emerso da uno studio coordinato dal geologo Rosolino Cirrincione (Università di Catania), il quale ha scientificamente provato che le terre utilizzate per saldare le statue provengono specificamente da una cava d’argilla nei pressi del fiume Anapo a Siracusa.
La ricerca, che ha visto la collaborazione di 15 esperti tra geologi, archeologi, storici, paleontologi e biologi marini, è stata lodata dalla comunità scientifica. Rodolfo Carosi, presidente della SGI, ha sottolineato: “La novità più interessante sta proprio nell’integrazione tra i dati geologici e quelli archeologici: due mondi che si incontrano per offrire nuove chiavi di lettura“.
Il caso dei Bronzi di Riace non solo risolve un enigma storico ma apre anche la strada a futuri sviluppi nel campo della Geologia Forense, un potente strumento per la tutela e il tracciamento dei beni culturali. La geologia si conferma così non solo scienza dei rischi, ma anche alleata fondamentale nella ricostruzione della storia dell’uomo e dei suoi capolavori.
