Cinquantasei anni fa, il 14 novembre 1969, la NASA lanciava l’Apollo 12, la seconda missione con equipaggio a raggiungere e far atterrare esseri umani sulla superficie della Luna. Il razzo Saturn V decollò da Cape Kennedy sotto una pioggia battente, tanto che 2 fulmini colpirono il veicolo nei primi secondi di ascesa, causando brevi anomalie ai sistemi di bordo. Nonostante l’imprevisto, l’equipaggio composto da Charles “Pete” Conrad, Richard Gordon e Alan Bean proseguì la missione con successo.
L’allunaggio avvenne nell’Oceano delle Tempeste, a pochi passi dalla sonda robotica Surveyor 3, consentendo agli astronauti di recuperare parti del veicolo e riportarle sulla Terra per analisi senza precedenti. Conrad e Bean trascorsero oltre 7 ore complessive sulla superficie lunare, conducendo esperimenti geologici e installando il primo complesso di strumenti del programma ALSEP, progettato per monitorare la Luna a lungo termine.
Oggi, nel 2025, l’anniversario dell’Apollo 12 viene ricordato come una tappa fondamentale dell’esplorazione spaziale, spesso oscurata dal clamore dell’Apollo 11 ma altrettanto cruciale per lo sviluppo delle missioni successive. Con il programma Artemis ormai in fase avanzata, le lezioni apprese nel 1969 continuino a guidare la progettazione delle nuove infrastrutture lunari.
