Sessant’anni fa, il 16 novembre 1965, l’Unione Sovietica lanciava Venera 3, la sonda destinata a segnare una pietra miliare nella storia dell’esplorazione spaziale. Parte del programma Venera, cuore dell’ambiziosa corsa sovietica verso Venere, Venera 3 fu la prima struttura costruita dall’uomo a raggiungere la superficie di un altro pianeta, aprendo la strada alle missioni interplanetarie moderne. Il lancio, avvenuto dal cosmodromo di Bajkonur, rappresentò un passo audace per l’ingegneria dell’epoca: la sonda, progettata per resistere alle condizioni estreme dell’atmosfera venusiana, iniziò un viaggio di 4 mesi verso uno dei mondi più inospitali del Sistema Solare. Quando, nel marzo 1966, penetrò l’atmosfera di Venere e impattò sul suolo, perse tuttavia la comunicazione con la Terra prima di trasmettere dati. Nonostante ciò, l’impresa fu celebrata come un successo simbolico di enorme risonanza. Venera 3 dimostrò che era possibile raggiungere e toccare un altro pianeta, alimentando la competizione spaziale e stimolando nuove missioni sia sovietiche sia statunitensi.
