Sono trascorsi sessantadue anni dal 22 novembre 1963, il giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy fu assassinato a Dallas, evento che segnò profondamente la storia americana e la politica mondiale. Quel pomeriggio, durante una parata presidenziale, i colpi che raggiunsero il convoglio presidenziale misero fine non solo alla vita del 35º presidente, ma anche alle speranze di una nazione che vedeva in lui un simbolo di rinnovamento. Accanto a Kennedy rimase gravemente ferito il governatore del Texas, John B. Connally, anch’egli colpito mentre sedeva nella limousine.
In quelle ore drammatiche, mentre il Paese precipitava nello sgomento, il vicepresidente Lyndon B. Johnson prestò giuramento a bordo dell’Air Force One, diventando il 36º Presidente degli Stati Uniti. L’immagine di Johnson che giura con Jacqueline Kennedy al suo fianco, ancora con indosso il tailleur macchiato di sangue, rimane una delle fotografie più iconiche e dolorose del XX secolo.
