Il 24 novembre 1969 l’Apollo 12 ammarava nell’Oceano Pacifico, segnando la conclusione della seconda missione con equipaggio sulla Luna. Oggi, 24 novembre 2025, ricorre il 56º anniversario di quel rientro che consolidò la presenza umana oltre l’orbita terrestre e confermò la capacità della NASA di ripetere, e migliorare, l’impresa di Apollo 11. A bordo della capsula Yankee Clipper vi erano Charles “Pete” Conrad, Richard Gordon e Alan Bean. La missione, lanciata pochi giorni dopo un violento temporale che colpì il razzo Saturn V colpito da fulmini, proseguì senza ulteriori problemi, dimostrando l’affidabilità del programma Apollo. Sul suolo lunare, Conrad e Bean effettuarono 2 attività extraveicolari, installarono nuovi strumenti scientifici e visitarono la sonda automatica Surveyor 3, riportandone a Terra alcuni componenti che avrebbero aiutato gli ingegneri a valutare gli effetti dell’ambiente lunare sui materiali.
L’ammaraggio, avvenuto a poche centinaia di km dalle Samoa americane, fu seguito da un rapido recupero da parte della portaerei USS Hornet. Con Apollo 12, gli Stati Uniti mostrarono che l’allunaggio non era stato un trionfo isolato, ma l’inizio di una nuova stagione di esplorazione. Un’eredità che oggi, tra missioni Artemis e crescenti progetti privati, continua a ispirare l’ambizione di tornare e restare sulla Luna.
