Il 27 novembre 1990 l’Italia apriva le sue frontiere all’Europa

A 35 anni di distanza, il sistema Schengen è più complesso e talvolta sotto pressione ma rimane uno dei pilastri dell’Unione

Il 27 novembre 1990 l’Italia compiva un passo decisivo verso l’integrazione europea firmando gli Accordi di Schengen, il trattato che avrebbe progressivamente abolito i controlli alle frontiere interne tra gli Stati aderenti. Oggi, 27 novembre 2025, quel gesto politico e simbolico continua a rappresentare uno dei momenti fondanti dell’Europa senza barriere che milioni di cittadini vivono quotidianamente. La firma di Schengen arrivò in un periodo di grandi trasformazioni: la Guerra Fredda era appena finita, l’Unione europea stava assumendo una forma più coesa e l’idea di una mobilità libera tra i Paesi membri appariva come un segnale concreto di fiducia reciproca. Per l’Italia, aderire significò non solo favorire gli scambi economici e culturali, ma anche assumersi nuove responsabilità nella gestione delle frontiere esterne, tema che negli anni successivi sarebbe diventato centrale nel dibattito pubblico.

A 35 anni di distanza, il sistema Schengen è più complesso e talvolta sotto pressione – tra crisi migratorie, emergenze sanitarie e rinnovati timori per la sicurezza – ma rimane uno dei pilastri dell’Unione.