Il 28 novembre 1660, in una Londra ancora scossa dai mutamenti politici e religiosi del ‘600, 12 uomini si riunirono nelle sale del Gresham College per dare vita a un progetto destinato a cambiare la storia della conoscenza. Tra loro figuravano figure di spicco come Christopher Wren, architetto e matematico, Robert Boyle, padre della chimica moderna, John Wilkins, vescovo e intellettuale visionario, e Sir Robert Moray, influente uomo di scienza e di corte. Da quel meeting nacque l’embrione di ciò che sarebbe diventato la Royal Society, formalmente riconosciuta due anni dopo da Carlo II.
Oggi ricorre l’anniversario di quell’incontro fondatore, momento cruciale per la nascita del metodo scientifico moderno. I membri originari, ispirati dalla volontà di osservare la natura con rigore e sperimentazione, posero le basi per un’istituzione che avrebbe promosso la scienza come pratica collettiva, aperta e verificabile.
Nel corso dei secoli, la Royal Society ha sostenuto scoperte fondamentali, dall’astronomia alla biologia, e continua ancora oggi a essere punto di riferimento globale per la ricerca.
