Il Comandante dell’esercito francese Fabien Mandon ha detto che i cittadini “devono essere pronti a perdere i loro figli” nell’ambito di una possibile guerra contro la Russia: “Abbiamo tutta la conoscenza e tutta la potenza economica e demografica per dissuadere la Russia, ma se la Francia non sarà pronta a perdere i suoi figli e a sopportare un prezzo economico a causa di un cambiamento nelle priorità – allora siamo in pericolo“.
In un vero e proprio accorato appello, il capo di stato maggiore francese si è rivolto ai sindaci francesi affinché preparino i loro cittadini a una possibile guerra con la Russia e suscitando grandi polemiche in tutto il Paese. Parlando martedì a Parigi, durante l’annuale incontro dei sindaci francesi, il generale Fabien Mandon ha esortato i funzionari locali a preparare la popolazione al fatto che potrebbe essere necessario “accettare di soffrire per proteggere ciò che siamo”.
I partiti alle due estremità dello spettro politico — che insieme rappresentano una quota rilevante dell’elettorato — hanno reagito, sottolineando la mancanza di consenso in Francia sulla necessità di prepararsi a una guerra e la differenza nelle valutazioni riguardo alla misura in cui la Russia rappresenti una minaccia per il territorio francese. Molti Paesi della NATO prevedono che Mosca potrebbe attaccare l’Alleanza in qualche forma entro il 2030.
Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale e tre volte candidato alla presidenza, ha espresso il suo “totale disaccordo” con Mandon in un post su X, affermando che non è compito del generale “anticipare sacrifici che deriverebbero dai nostri fallimenti diplomatici”.
Si è unito a lui il leader del Partito Comunista, Fabien Roussel, che ha accusato Mandon di “bellicismo”.
La France Insoumise di Mélenchon e i Comunisti sono stati gli unici gruppi parlamentari a votare contro una risoluzione simbolica, lo scorso anno, che autorizzava l’invio di aiuti militari all’Ucraina.
Sébastien Chenu, deputato del Rassemblement National di Marine Le Pen, ha dichiarato mercoledì in un’intervista all’emittente francese LCI che Mandon non aveva “alcuna legittimità” per fare tali osservazioni e si è detto preoccupato che esse riflettessero il pensiero del presidente Emmanuel Macron.
Mandon, nominato all’inizio di quest’anno per sostituire il generale Thierry Burkhard come capo di stato maggiore della difesa francese, aveva già avvertito, durante la sua prima audizione parlamentare il mese scorso, che le forze armate francesi dovrebbero essere pronte “tra tre o quattro anni” a uno “shock” nei confronti della Russia.
La France Insoumise e il Rassemblement National — che secondo recenti sondaggi potrebbero affrontarsi al ballottaggio delle prossime presidenziali — vogliono entrambi che la Francia lasci il comando integrato della NATO. Mentre la France Insoumise vuole che Parigi esca del tutto dall’alleanza militare il prima possibile, il Rassemblement National è disposto ad aspettare la fine della guerra della Russia in Ucraina per farlo. Intanto, però, a guidare la Francia c’è ancora Macron e il Paese Transalpino rimane saldamente nell’alleanza atlantica.
