Una fotografia può trasformare un fenomeno astronomico familiare in un piccolo evento di meraviglia, soprattutto quando dietro l’obiettivo c’è la passione. È il caso di Alessandro Casula, affezionato lettore di MeteoWeb, che ieri ha immortalato la Luna al Primo Quarto con una tecnica avanzata in grado di esaltare sia i dettagli più luminosi del nostro satellite sia quelli più deboli e difficili da catturare. Il risultato è un’immagine che racconta la complessità della luce lunare meglio di molte parole.
Una foto, due esposizioni: la precisione della tecnica HDR
Lo scatto di Casula è un HDR (High Dynamic Range) costruito a partire da 2 esposizioni differenti, entrambe realizzate con la sua Canon EOS 5D Mark III, equipaggiata con un Canon EF 300mm f/2.8 e un moltiplicatore di focale 2x, per una lunghezza focale complessiva di 600 mm.
Ecco i due scatti combinati:
- Prima esposizione – lunga:
ISO 100, f/9, 2 secondi, 600 mm
Questa immagine permette di rivelare la luce cinerea, la tenue luminosità che rischiara la parte del disco lunare non direttamente illuminata dal Sole. - Seconda esposizione – rapida:
ISO 100, f/9, 1/200”, 600 mm
Grazie al tempo molto breve, questa foto mette in evidenza i crateri e i dettagli nitidi della porzione illuminata della Luna, evitando sovraesposizioni.
La fusione HDR consente di ottenere un’immagine finale dall’ampia gamma dinamica, capace di mostrare simultaneamente regioni molto luminose e altre al limite della visibilità.
Cos’è la luce cinerea?
La luce cinerea – spesso chiamata anche Earthshine – è uno dei fenomeni più affascinanti da osservare. Si tratta della fioca luminosità che illumina la parte non direttamente colpita dal Sole, rendendo visibile l’intero disco lunare anche quando solo un piccolo spicchio è illuminato. Ma da dove arriva questa luce?
- La Terra, illuminata dal Sole, riflette nello Spazio moltissima luce: è infatti molto più riflettente della Luna;
- Una parte di questa luce riflessa raggiunge la superficie lunare;
- La Luna, a sua volta, la rimanda indietro verso di noi.
Il risultato è quell’alone grigio-perlaceo che circonda la falce brillante: l’intero volto della Luna è percepibile, ma con un’intensità molto tenue, quasi sospesa.
In un primo quarto come quello ritratto da Casula, la luce cinerea è meno evidente rispetto alla fase di falce crescente, perché la porzione illuminata dal Sole spicca maggiormente. Proprio per questo serve una lunga esposizione per registrarla, e una tecnica come l’HDR diventa lo strumento ideale per valorizzarla senza bruciare la parte più luminosa.
