L’Abruzzo si trova attualmente nel pieno di un’ondata di maltempo eccezionale, determinata dall’arrivo di correnti gelide di provenienza artica che stanno investendo l’intera regione con fenomeni meteorologici di notevole intensità. La complessa configurazione atmosferica che si è venuta a creare ha innescato un deciso peggioramento delle condizioni meteo, portando precipitazioni diffuse e continue su tutto il territorio regionale, con conseguenze significative tanto nelle aree montane quanto lungo la fascia adriatica.
Nevicate copiose trasformano l’Appennino in un paesaggio invernale
L’aspetto più spettacolare di questa fase perturbata riguarda senza dubbio le abbondanti nevicate che stanno interessando l’Appennino abruzzese. I Monti della Laga, che costituiscono il settore più settentrionale della provincia di Teramo, stanno vivendo ore di intense precipitazioni nevose che hanno portato la coltre bianca fino a quote insolitamente basse, raggiungendo in alcuni casi i 600 metri di altitudine. Si tratta di un dato particolarmente rilevante che testimonia la forza dell’irruzione fredda in atto.

Sul maestoso massiccio della Maiella, il termometro ha subito un crollo verticale che ha favorito precipitazioni nevose di intensità tra moderata e forte. Le stazioni di monitoraggio posizionate a Passo Lanciano, situato a 1.300 metri sul livello del mare, hanno registrato accumuli nell’ordine dei 10-15 centimetri, mentre salendo ulteriormente verso la Majelletta gli spessori hanno raggiunto valori decisamente più consistenti, oscillando tra i 30 e i 40 centimetri. Un manto nevoso di tale entità non si vedeva da diverso tempo e sta creando scenari di grande suggestione paesaggistica.
Si prevede che le precipitazioni nevose continueranno a interessare i rilievi appenninici per almeno altre 18-24 ore. Particolarmente rilevante è l’indicazione che la quota neve potrebbe scendere ulteriormente, toccando localmente i 700 metri di altitudine, soprattutto nei settori montani maggiormente esposti alle correnti provenienti da nord, dove l’effetto orografico amplifica l’intensità dei fenomeni.
Piogge torrenziali e criticità sulla costa pescarese
Mentre la montagna si ricopre di bianco, il litorale adriatico deve fare i conti con precipitazioni di tutt’altra natura ma non meno problematiche. La costa abruzzese è stata infatti investita da piogge intense e persistenti, con caratteristiche talvolta di rovescio e, in alcuni frangenti, con sviluppo di celle temporalesche. La città di Pescara sta vivendo ore particolarmente difficili, con accumuli di pioggia che hanno raggiunto livelli critici provocando diffusi allagamenti nel tessuto urbano. Le strade del capoluogo adriatico si sono trasformate in veri e propri torrenti, creando notevoli disagi alla circolazione e mettendo a dura prova il sistema di drenaggio cittadino.
Le proiezioni dei modelli meteorologici per l’intero episodio perturbato indicano che le zone esposte al sollevamento forzato delle masse d’aria umida da parte dei rilievi potrebbero ricevere accumuli pluviometrici superiori ai 150 millimetri, un quantitativo davvero notevole che richiede la massima attenzione da parte delle autorità di protezione civile.
Temperature in picchiata: valori da pieno inverno
L’aspetto termico di questa fase di maltempo merita un’analisi approfondita. Le temperature massime registrate nelle ultime ore dipingono un quadro decisamente invernale: nell’area dell’Aquilano il termometro fatica a salire oltre +1-2°C, mentre sulla costa pescarese, pur beneficiando dell’effetto mitigante del mare Adriatico, i valori si attestano comunque su modesti +6-7°C. Questi dati configurano un’anomalia termica negativa compresa tra 5 e 7°C rispetto ai valori medi climatologici tipici di questo periodo dell’anno, confermando la natura eccezionale dell’evento in corso.
Le condizioni del vento e del mare completano il quadro di una giornata decisamente impegnativa: i venti spirano con intensità moderata dai quadranti settentrionali, contribuendo ad accentuare la percezione del freddo, mentre il mare Adriatico si presenta molto mosso con onde in progressivo aumento, rendendo sconsigliabile qualsiasi attività in prossimità della costa.
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