Per anni gli scienziati hanno ipotizzato che l’atmosfera di Marte potesse essere elettricamente attiva, proprio come quelle di Terra, Giove e Saturno. Tuttavia mancavano prove dirette. Il nuovo studio pubblicato su Nature confermano finalmente ciò che era solo teoria: su Marte avvengono vere e proprie scariche elettriche triboelettriche, rilevate grazie al microfono SuperCam del rover Perseverance. Le registrazioni evidenziano segnali identici a quelli generati da piccole scariche elettriche: un picco elettromagnetico iniziale, una fase di rilassamento e infine l’onda d’urto acustica prodotta dal “mini-tuono”.
Come sono stati rilevati i “fulmini marziani”
L’analisi del team guidato da Baptiste Chide ha preso in esame 28 ore di registrazioni audio distribuite su due anni marziani. Il microfono ha catturato 55 eventi elettrici: sette completi (segnale EM + onda acustica) e il resto sotto forma di impulsi elettromagnetici più deboli. Le immagini mostrano chiaramente come queste scariche siano riconoscibili.
Il ruolo di vento, polvere e diavoli di sabbia
Il 98% delle scariche avviene nei momenti di vento più intenso, e molte si verificano durante il passaggio di: Dust devils (vortici di polvere) e fronti convettivi di tempeste di sabbia. I due vortici che hanno attraversato direttamente il rover (Sol 215 e Sol 1296) hanno prodotto rispettivamente 6 e 10 eventi, con il Sol 1296 che registra anche la scarica più potente: circa 40 millijoule, probabilmente un improvviso “scarico a terra” del rover stesso.
Un’atmosfera marziana più dinamica del previsto
Queste scariche non sono semplici curiosità. Hanno implicazioni profonde:
- Chimica atmosferica: i campi elettrici possono favorire la produzione di ossidanti come il perossido di idrogeno o contribuire alla formazione di perclorati, sostanze che degradano molecole organiche.
- Conservazione di eventuali tracce biologiche: più ossidanti significa meno possibilità di trovare molecole organiche intatte.
- Habitat per future missioni umane: tempeste di sabbia elettrificate potrebbero costituire un rischio per equipaggiamenti e astronauti.
- Dinamica della polvere: l’elettrificazione può facilitare il sollevamento e il trasporto delle particelle, modificando il clima locale e globale.
Perché non avevamo mai visto tutto questo prima
La soglia di rottura dell’atmosfera marziana è molto più bassa di quella terrestre (circa 15 kV/m). Ciò significa che scariche minime, impercettibili dall’orbita, possono avvenire frequentemente. Perseverance, con il suo microfono sensibile e la particolare configurazione elettronica, era lo strumento ideale per catturare finalmente questi fenomeni.
E ora? Nuove missioni, nuovi strumenti
Gli autori dell’articolo suggeriscono la necessità di future missioni dotate di strumenti dedicati all’elettricità atmosferica. Per la prima volta, la comunità scientifica dispone di prove in situ che confermano l’esistenza di scariche elettriche su Marte. Questo cambia significativamente il modo in cui penseremo l’atmosfera marziana, la sua evoluzione, la sua abitabilità e la sicurezza delle missioni future.
