L’Abruzzo continua a vivere giornate dominate dall’alta pressione, con cieli sereni e condizioni di stabilità atmosferica diffuse su gran parte del territorio regionale. Un quadro tipicamente tardo-autunnale che, a prima vista, trasmette un’idea di tempo tranquillo e senza particolari eccessi. In realtà, dietro questa calma apparente, si nasconde un fenomeno sempre più evidente in queste settimane: l’inversione termica, capace di trasformare conche interne e altopiani in vere e proprie “trappole fredde”, con temperature che all’alba scendono su valori pienamente invernali.
Mentre sul resto d’Italia si prepara un cambiamento per l’avvicinarsi di una nuova perturbazione atlantica – che nelle prossime ore porterà un rinforzo dei venti dai quadranti meridionali e un graduale rialzo delle temperature – l’Abruzzo resta per il momento intrappolato nella sua bolla gelida. L’assenza di vento, il cielo limpido durante la notte e l’aria secca nei bassi strati favoriscono un forte irraggiamento notturno e il conseguente crollo delle minime proprio nelle zone più chiuse e riparate.
I dati registrati questa mattina parlano chiaro. A svettare è Roccaraso Piano Aremogna, dove il termometro è precipitato fino a -11,8°C; a seguire Campo Felice con -10,8°C e Pescocostanzo con -8,9°C. Valori severi anche sull’Altopiano delle Cinque Miglia e a Piani di Pezza, entrambi fermi a -8,4°C, mentre l’Altopiano di Cascina ha toccato -7,4°C. Da Palena (-6,9°C) a Castel del Monte (-6,8°C), passando per Pescasseroli (-6,4°C), il gelo ha avvolto gran parte dei comprensori montani.
Freddo deciso anche nelle conche aquilane e nei fondovalle interni: a Pizzoli la minima è scesa fino a -5,1°C, mentre L’Aquila Ovest si è fermata a -4,6°C. Temperature sottozero pure a Castel di Sangro e Villa Scontrone con -4,1°C, a Navelli con -3,9°C e a Poggio Picenze con -3,8°C. Non sono state da meno Rocca di Mezzo e Tagliacozzo, entrambe con una minima di -3,6°C, mentre Luco dei Marsi ha registrato -2,7°C, a conferma della notevole efficienza dell’inversione termica anche nel Fucino.
Il contrasto tra giornate luminose, con temperature diurne relativamente miti, e albe “siberiane” nelle valli interne racconta alla perfezione la complessità climatica dell’Abruzzo. Un territorio dove l’alta pressione non significa necessariamente tepore, ma può anzi amplificare gli estremi termici al suolo. In attesa dei prossimi impulsi atlantici, che potrebbero attenuare il fenomeno almeno temporaneamente, le conche e gli altopiani della regione continuano dunque a rimanere sotto i riflettori per i loro valori di temperatura decisamente da pieno inverno.
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