Oggi, 17 novembre 2025, una intensa avvezione di aria polare continentale ha investito il settore lappone della Fennoscandia, dando luogo a una delle notti più fredde di questo inizio inverno. Le marcate inversioni termiche hanno favorito minime eccezionalmente basse, prossime ai -30°C, tra Finlandia, Svezia settentrionale e Norvegia. Nel dettaglio, è stata la Finlandia a registrare i valori più estremi, con una minima di -29,5°C a Sodankylä Vuotso, seguita da Muonio e dall’aeroporto di Kittilä. Si tratta di stazioni notoriamente predisposte a forti raffreddamenti radiativi notturni, grazie alla combinazione di neve al suolo persistente, cieli sereni e vento quasi assente.
Gelo intenso anche in Lapponia svedese e norvegese
In Lapponia svedese la minima più significativa è stata di -28,8°C a Pajala A, a conferma dell’estensione geografica dell’irruzione fredda. Numerosi valori compresi tra -27°C e -25°C sono stati osservati in diverse località, come Nattavaara e Nikkaluokta, delineando un quadro termico tipico delle ondate di gelo più marcate di fine autunno.
In Norvegia, pur con valori leggermente superiori, si sono comunque raggiunti -27,8°C a Cuovddatmohkki e -25,2°C a Kautokeino. Queste stazioni, situate nei settori interni della regione di Finnmark, sono note per le intense gelate legate alle inversioni radiative in presenza di copertura nevosa.

Il ruolo dell’alta pressione polare sulla Fennoscandia
Questo episodio di gelo estremo è legato a un robusto campo anticiclonico esteso tra la Russia settentrionale e la Fennoscandia. L’alta pressione ha favorito cieli sereni e un marcato decadimento del gradiente di pressione al suolo, condizioni ideali per l’instaurarsi di forti inversioni termiche. In quota era presente una massa di aria polare continentale, mentre al suolo un manto di neve fresca ha amplificato la dispersione di calore durante le ore notturne.
Confronto tra Finlandia, Svezia e Norvegia
| Paese | Località | Minima assoluta |
|---|---|---|
| Finlandia | Sodankylä Vuotso | -29,5°C |
| Svezia | Pajala A | -28,8°C |
| Norvegia | Cuovddatmohkki | -27,8°C |
Perché queste aree sono così vulnerabili al gelo
La distribuzione dei valori estremi riflette la tipica vulnerabilità delle aree interne sub-artiche alle forti inversioni radiative durante la stagione di transizione. La combinazione di neve al suolo, aria molto secca, assenza di nuvole e vento debole consente una rapida dispersione del calore verso l’atmosfera, con conseguente crollo delle temperature nei bassi strati.
La persistenza di queste condizioni può generare criticità per infrastrutture, trasporti ed ecosistemi, con gelate intense e diffuse già all’inizio dell’inverno meteorologico. Per i servizi meteorologici e di protezione civile dei Paesi nordici, episodi come quello odierno rappresentano un importante banco di prova per la prevenzione dei rischi da gelo e per la gestione delle emergenze in contesti climatici estremi.