Alla Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che si è aperta oggi a Brema sotto la presidenza italiana affidata al Ministro Adolfo Urso, il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher ha delineato l’impianto politico dei prossimi anni, presentando “un piano di attenzione chiaro, con cinque obiettivi per navigare la tempesta e recuperare il momento” rispetto al panorama della competitività globale, che vede primeggiare su tutti Stati Uniti e Cina, con l’India alla ribalta. Il primo obiettivo riguarda la protezione del pianeta, con l’idea di modernizzare l’osservazione della Terra attraverso un gemello digitale del nostro pianeta capace di integrare dati e simulazioni in tempo reale. Il secondo obiettivo è dedicato all’esplorazione, che per Aschbacher significa sostenere missioni come Lisa, NewAthena ed Enceladus.
Il terzo obiettivo ruota attorno all’autonomia di accesso, considerata essenziale per garantire continuità operativa e resilienza industriale, puntando sui lanciatori Ariane 6 e Vega C. Il quarto affronta la competitività economica, con il richiamo al valore globale dell’economia spaziale e alla necessità di attrarre investimenti privati per sostenere crescita e innovazione. Infine, il quinto obiettivo mette al centro l’impatto culturale, nella convinzione che “l’ispirazione cambi le vite molto prima che la tecnologia lo faccia”.
Anche il Commissario Andrius Kubilius ha ricordato che “l’unità deve essere l’obiettivo dell’Europa”, sottolineando come solo la complementarità tra Unione europea ed ESA permette di rafforzare programmi come Galileo, Copernicus e la futura connettività sicura. Ha insistito sulla necessità di ampliare il sostegno politico all’accesso autonomo allo spazio e di valorizzare un ecosistema che integri capacità nazionali, commerciali e infrastrutturali.
Sull’unità dell’Europa “per rafforzare la competitività delle imprese” ha insistito anche il Ministro Urso nel suo intervento, mentre per Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, “il dialogo con Bruxelles dovrà continuare a essere intenso, anche in preparazione del prossimo programma spaziale dell’Unione“.
