In poco più di una settimana, 3 violente perturbazioni hanno messo alla prova la California meridionale (USA), regalando al territorio un novembre insolitamente piovoso e sul punto di stabilire nuovi record storici. L’ultima ondata di maltempo, arrivata venerdì, ha portato allagamenti localizzati e disagi alla viabilità, senza però provocare danni diffusi prima di spostarsi verso Est, oltre la catena montuosa che separa l’entroterra dalla costa, e dirigersi successivamente verso la Penisola di Baja California, in Messico.
Piogge quadruplicate: Los Angeles verso un mese storico
Da metà novembre la regione è stata investita da precipitazioni copiose, come confermano i rapporti del National Weather Service (NWS). Solo nel centro di Los Angeles sono già caduti circa 8,9 cm di pioggia, più di 4 volte la media mensile di 2 cm. Un’anomalia marcata che, secondo il NWS, porta la contea a contendersi un posto tra i mesi di novembre più piovosi mai registrati.
L’abbondanza d’acqua non riguarda solo la metropoli. In alcune zone della contea di Santa Barbara, specialmente lungo i rilievi della Santa Ynez Mountains, le precipitazioni hanno superato i 38 cm, trasformando le pendici montuose in catalizzatori naturali per vasti accumuli di pioggia.
Allagamenti e primi disagi: strade come fiumi e auto intrappolate
Sebbene la 3ª perturbazione non abbia prodotto danni ingenti, le ore precedenti l’alba di venerdì hanno lasciato intravedere scenari più critici. Il NWS ha diramato avvisi per possibili alluvioni lampo, smottamenti e l’esondazione di corsi d’acqua nelle contee di Los Angeles e Orange.
Nelle aree urbane più esposte, come Culver City, alcuni veicoli sono rimasti bloccati nei tratti dove l’acqua aveva trasformato le strade in fiumi. A Huntington Beach, sulla costa, l’acqua piovana ha invaso diversi quartieri con la velocità di un ruscello in piena, favorita anche dall’esondazione di uno stagno locale che ha intrappolato più automobili parcheggiate.
Neve sulle montagne: Big Bear imbiancata
Mentre lungo la costa il cielo tornava parzialmente sereno entro il primo pomeriggio, la tempesta si spostava verso le alture orientali, caricandosi d’aria più fredda. Nel comprensorio montano di Big Bear sono caduti oltre 7,5 cm di neve, con la possibilità di ulteriori accumuli notturni.
Il fiume invisibile che trasporta piogge estreme
Il protagonista dietro questa sequenza di perturbazioni è un intenso “fiume atmosferico“: una lunga e stretta banda di vapore acqueo che si forma sopra l’oceano e convoglia enormi quantità di umidità dalle regioni tropicali verso le latitudini temperate. Questi fenomeni, sempre più monitorati per la loro crescente intensità, sono responsabili di una quota significativa delle precipitazioni annuali della costa occidentale.
L’ondata di inizio mese, anch’essa alimentata da un fiume atmosferico particolarmente vigoroso, è già stata associata ad almeno 6 vittime e ha sollevato il timore di frane in aree di recente colpite da incendi, dove la vegetazione bruciata non è più in grado di trattenere il terreno.
Pioggia benedetta, ma con cautela: riserve idriche in ripresa
Nonostante i disagi, la pioggia è stata accolta come una boccata d’ossigeno in uno stato regolarmente afflitto da periodi di siccità severa. Dall’inizio di ottobre, gli apporti pluviometrici superiori alla media stanno contribuendo a rimpinguare le riserve idriche. Le autorità idriche californiane segnalano già un aumento significativo dei livelli nei principali bacini, un fattore cruciale in vista dei mesi più caldi.
Uno sguardo avanti
Con l’inverno alle porte, meteorologi e residenti attendono con cautela l’evoluzione delle prossime settimane. Se da un lato l’arrivo di nuovi fiumi atmosferici nei mesi freddi può rappresentare un’importante risorsa idrica, dall’altro restano elevati i rischi idrogeologici, specialmente nelle zone colpite dagli incendi estivi.

