L’11 novembre 1985 è una data storica per la medicina italiana: il Ministro della Sanità Costante Degan autorizzava ufficialmente i trapianti di cuore. Pochi giorni dopo, il 14 novembre, l’equipe del professor Vincenzo Gallucci eseguiva a Padova il primo intervento nel nostro Paese. Nel giro di appena 2 settimane, l’esempio padovano fu seguito da altri centri a Pavia, Udine, Bergamo, Milano e Roma, aprendo una nuova era per la trapiantologia italiana. Oggi, a quarant’anni di distanza, l’Italia è tra i leader mondiali per numero di trapianti cardiaci. Secondo il Centro Nazionale Trapianti, nel 2024 sono stati realizzati 413 interventi nei 20 centri autorizzati, con un incremento del 13% rispetto al 2023. Nei primi dieci mesi del 2025 i trapianti sono già 376, pari a un aumento dell’8,9%. Resta però la sfida delle liste d’attesa: 802 pazienti attendono ancora un nuovo cuore.
