Scienza senza confini: l’Europa investe 684 milioni per affrontare le grandi sfide del futuro

Con gli Erc Synergy Grant, l’Unione Europea finanzia 66 gruppi di ricerca impegnati su clima, invecchiamento, salute e origini dell’universo. Nove i progetti che coinvolgono l’Italia

Dallo studio dei primi istanti dell’universo alla ricerca di nuove cure per malattie genetiche, fino alla comprensione dei cambiamenti climatici e dell’invecchiamento: l’Europa rilancia la sfida della conoscenza. Lo European Research Council (Erc) ha annunciato il finanziamento di 66 gruppi di ricerca per un totale di 684 milioni di euro, distribuiti attraverso i prestigiosi Erc Synergy Grant, strumenti pensati per promuovere la collaborazione tra scienziati e istituzioni di tutto il mondo. In totale saranno 239 i ricercatori coinvolti, con 16 scienziati attivi in Italia e molti altri in centri di ricerca extraeuropei. Ogni progetto riceverà in media 10,3 milioni di euro. Le proposte presentate sono state 712, ma solo circa una su dieci ha ottenuto il finanziamento, a testimonianza di una selezione estremamente competitiva.

Una rete globale di conoscenza

La collaborazione è al centro degli Erc Synergy Grant”, ha dichiarato Maria Leptin, presidente del Consiglio europeo della ricerca. “Nella nostra ultima tornata, team di ricercatori uniranno le forze per affrontare insieme i problemi scientifici più complessi. La concorrenza è stata agguerrita, con molte proposte eccezionali rimaste senza finanziamenti. Con maggiori fondi l’Erc potrebbe sfruttare appieno questa ricchezza scientifica di prim’ordine”.

Un elemento distintivo di questa edizione è la dimensione internazionale. Ventotto dei 66 team selezionati includono almeno un ricercatore che lavora fuori dall’Europa, ha spiegato Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per startup, ricerca e innovazione. “Principalmente negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Australia, Brasile, Ghana, Sudafrica e Singapore. Questa collaborazione globale rafforza la scienza europea, offre ai nostri ricercatori accesso a infrastrutture e competenze chiave e avvicina all’Europa scienziati di spicco provenienti da tutto il mondo”.

Germania in testa, Italia in crescita

La Germania guida la classifica con 28 studi finanziati, seguita da Regno Unito (24), Francia e Stati Uniti (21). L’Italia, pur più distanziata, conquista nove progetti, confermando un ruolo crescente nella ricerca europea. Tra le istituzioni italiane più rappresentate spicca l’Università di Bologna, che partecipa a tre progetti con quattro ricercatori premiati. Seguono l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma e Milano), le università di Padova, Pisa, Napoli Federico II, La Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano. Presenti anche grandi enti di ricerca e ospedali di eccellenza come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Ospedale San Raffaele di Milano, il Policlinico Gemelli di Roma e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Dalle origini dell’universo alla medicina del futuro

I progetti selezionati coprono un ventaglio impressionante di temi: dall’esplorazione dei primi microsecondi dell’universo alla decodifica delle variazioni genetiche nei microrganismi per sviluppare nuovi trattamenti contro le malattie ereditarie. Anche le scienze ambientali e climatiche hanno un peso importante, con ricerche dedicate allo scioglimento dei ghiacci e agli effetti del riscaldamento globale sui sistemi naturali e sociali.

Una scommessa sull’Europa della conoscenza

Con questi nuovi finanziamenti, l’Erc conferma il suo ruolo di punta nella promozione della ricerca d’eccellenza e della cooperazione scientifica internazionale. In un’epoca segnata da crisi globali e rapide trasformazioni tecnologiche, l’Europa sceglie di investire nella scienza come motore di progresso e innovazione, convinta che solo la collaborazione tra menti e Paesi diversi possa affrontare le sfide più complesse del nostro tempo.