Il passaggio del tifone Kalmaegi ha scatenato un’emergenza meteorologica nelle Filippine centrali. Con venti sostenuti di 150 km/h e piogge torrenziali che hanno superato in un solo giorno la media mensile di precipitazioni, l’isola di Cebu e le province circostanti sono state sommerse da estese inondazioni, lasciando dietro di sé un paesaggio di devastazione. Secondo le autorità filippine, almeno 26 persone sono morte, mentre centinaia di migliaia di residenti sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni. Nelle ore successive all’impatto mostravano automobili, camion e persino container navali trascinati via dalla corrente fangosa, segno dell’eccezionale forza idrica scatenata dal tifone.
Piogge senza precedenti e città sommerse
Nelle 24 ore precedenti l’approdo del ciclone, Cebu ha registrato 183 mm di pioggia, ben oltre la media mensile di 131 mm. Il sistema di drenaggio urbano, già messo a dura prova da anni di urbanizzazione non pianificata, è collassato in diverse zone della città, trasformando interi quartieri in fiumi impetuosi.
Le autorità locali hanno definito la situazione senza precedenti: molte abitazioni sono rimaste isolate, i soccorsi faticano a raggiungere i tetti dove centinaia di persone si sono rifugiate, e l’elettricità è stata interrotta in vaste aree per motivi di sicurezza. In alcune province vicine, come Leyte e Bohol, si sono registrate ulteriori vittime a causa di frane e crolli.
Un elicottero militare filippino schierato per supportare le operazioni di soccorso dopo il tifone Kalmaegi si è schiantato nell’isola settentrionale di Mindanao. Non è stato reso noto il numero di eventuali vittime. L’elicottero Super Huey è precipitato mentre era in rotta verso la città costiera di Butuan “a supporto delle operazioni di soccorso” legate alla potente tempesta, ha dichiarato il Comando di Mindanao Orientale in una nota, aggiungendo che erano in corso operazioni di ricerca e recupero.
Un paese abituato ai tifoni, ma non di questa intensità
Le Filippine sono tra i Paesi più esposti al rischio meteorologico al mondo, con una media di 20 tempeste tropicali e tifoni ogni anno. Tuttavia, la frequenza e l’intensità dei fenomeni più violenti sembrano in aumento. Kalmaegi rappresenta già il 20° ciclone del 2025, ma gli esperti dell’Agenzia meteorologica nazionale avvertono che tra novembre e dicembre potrebbero arrivarne altri 5.
Il tifone ha colpito in un momento di particolare vulnerabilità per la regione: centinaia di persone vivevano ancora in tende temporanee dopo il terremoto magnitudo 6.9 che aveva scosso l’isola di Cebu a fine settembre. Molti di questi campi sono stati nuovamente evacuati d’urgenza.
Negli ultimi anni, l’arcipelago filippino ha osservato un incremento della violenza dei cicloni, con episodi come il super tifone Haiyan (2013) e, più recentemente, Ragasa (settembre 2025), che aveva già devastato il Nord del paese e raggiunto Taiwan.
Verso il Mar Cinese Meridionale, ma con conseguenze durature
Kalmaegi si sta ora spostando verso Ovest, dirigendosi nel Mar Cinese Meridionale, dove dovrebbe progressivamente indebolirsi nelle prossime ore. Tuttavia, gli effetti del suo passaggio nelle Filippine saranno duraturi: migliaia di famiglie restano senza casa, le infrastrutture sono gravemente danneggiate e il rischio sanitario legato all’acqua contaminata è in aumento.
Le autorità nazionali hanno avviato una massiccia operazione di soccorso e assistenza, ma la portata della catastrofe mette nuovamente in evidenza la fragilità di un territorio costantemente in bilico tra la forza della natura e la resilienza umana.
