La COP30 di Belém si è svolta in un momento geopolitico complesso, ma nonostante le tensioni tra Paesi, la comunità internazionale è riuscita a raggiungere un pacchetto di decisioni che orienterà i prossimi anni della governance climatica. Durante il webinar “COP30: Outcomes and prospects of the Belém Conference”, gli esperti della delegazione italiana hanno analizzato i risultati della conferenza, evidenziando come, dieci anni dopo Parigi, due messaggi cruciali siano ormai evidenti: l’Accordo funziona e il multilateralismo resta l’unico strumento possibile per trovare compromessi condivisi. Con tutte le regole del Paris Agreement ormai completate, la COP30 è stata definita la “COP dell’implementazione”, spostando il focus dalla definizione delle norme alla loro applicazione concreta, soprattutto nei settori chiave dell’adattamento e della finanza.
Il significato della “Mutirão Decision”
La Presidenza brasiliana ha introdotto la “Mutirão Decision”, il cuore del pacchetto di Belém, che sancisce il ruolo crescente degli attori non governativi. L’idea di “Mutirão”, parola indigena che significa “sforzo collettivo”, evidenzia un cambio di prospettiva: non sono più soltanto gli Stati a determinare il successo del processo climatico, ma l’intera società con le sue iniziative, competenze e capacità operative.
Le azioni locali, la partecipazione della società civile, l’impegno del settore privato e delle amministrazioni subnazionali diventano parte integrante del meccanismo che sostiene l’Accordo di Parigi. Le nuove piattaforme di cooperazione, come il Global Implementation Accelerator e Mission 1.5, si inseriscono proprio in questa logica di condivisione e accelerazione dell’implementazione.
Mitigazione: un percorso avviato, ma ancora insufficiente rispetto all’obiettivo 1.5°C
Il Global Mutirão ha riconosciuto i progressi realizzati negli ultimi dieci anni, sottolineando la riduzione delle emissioni previste grazie agli NDC aggiornati. Tuttavia, anche se pienamente attuati, gli attuali impegni restano distanti. Le iniziative annunciate dalla Presidenza brasiliana puntano a superare questo divario, ma il Mitigation Work Programme è rimasto focalizzato soprattutto su aspetti procedurali, senza definire nuovi impegni sostanziali.
Adattamento: il primo set di indicatori globali, tra progresso e perplessità
Un risultato storico della COP30 è l’operatività del Global Goal on Adaptation, che introduce per la prima volta una struttura formale per monitorare i progressi globali nell’adattamento. L’adozione di 59 indicatori rappresenta un passo avanti fondamentale e permette di valutare in modo comparabile come stiano avanzando le politiche di adattamento nel mondo.
Non mancano però le criticità. La metodologia di selezione, giudicata insufficiente da numerosi Paesi e dalla stessa Unione Europea, ha generato un acceso dibattito. La Presidenza brasiliana ha riconosciuto la necessità di un ulteriore lavoro scientifico per migliorare qualità, coerenza e applicabilità degli indicatori, evitando frammentazioni e garantendo continuità nell’implementazione.
NAPs: dall’elaborazione alla messa a terra delle azioni
La COP30 ha inoltre segnato un punto di svolta nel processo di valutazione dei Piani Nazionali di Adattamento. Settantuno Paesi in via di sviluppo e, per la prima volta, tredici Paesi sviluppati hanno presentato i loro piani, confermando il ruolo centrale dei NAPs come strumenti strategici per ridurre la vulnerabilità e integrare l’adattamento nelle politiche settoriali e territoriali.
La sfida principale resta quella dell’implementazione. Molti piani, pur ben elaborati, non riescono a trasformarsi in politiche e interventi concreti per mancanza di risorse, tecnologie e capacità operative. Caterina Guidi evidenzia che rendere i NAPs più “finanziabili” è essenziale per attrarre capitali, pubblici e privati, e creare un ponte tra pianificazione e intervento.
Finanza climatica: un pilastro imprescindibile per credibilità e ambizione
La finanza è stata uno dei temi più delicati a Belém, soprattutto dopo le forti critiche ai risultati di COP29. L’adozione del nuovo obiettivo quantitativo di lungo termine, l’NCQG, ha fissato la soglia minima a 300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035, con un appello globale alla mobilitazione di 1.3 trilioni di dollari da tutte le fonti.
A COP30 la Mutirão Decision ha introdotto importanti strumenti per monitorare e sostenere questi obiettivi, tra cui una tavola rotonda ministeriale annuale e un programma di lavoro biennale dedicato al tema della finanza. Particolare rilievo ha infine ricevuto l’appello a triplicare i fondi per l’adattamento entro il 2035, elemento cruciale per i Paesi più vulnerabili.
