Il governo di Canberra ha invitato le principali compagnie di intelligenza artificiale a contribuire al potenziamento della rete elettrica nazionale, finanziando nuovi progetti di energia eolica e solare. Una scelta dettata dalla rapida espansione del settore, che nei prossimi anni potrebbe assorbire quote sempre più ampie di energia termoelettrica e idroelettrica, mettendo sotto pressione le infrastrutture esistenti. Il nuovo programma nazionale dedicato all’AI ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte di imprese, sindacati e rappresentanti del comparto tecnologico. Il governo propone infatti un approccio regolatorio “leggero”, con l’obiettivo di massimizzare i benefici economici e di produttività. Il Business Council of Australia definisce la trasformazione in corso “un’opportunità economica che avviene una volta in una generazione“, capace di innalzare la produttività e migliorare il tenore di vita.
Tuttavia, molti esperti avvertono che l’Australia si è mossa con lentezza nel definire protezioni e linee guida per l’AI, rischiando vulnerabilità e frenando gli investimenti. Anche i sindacati, pur accogliendo favorevolmente il coinvolgimento dei lavoratori, ricordano che la tecnologia ha finora inciso poco sulle condizioni occupazionali.
Il piano evidenzia inoltre l’urgenza di nuove tecnologie energetiche e di raffreddamento: nel 2024 i data centre hanno consumato quattro terawatt-ora, pari al 2% dell’energia nazionale, e potrebbero arrivare al 12% entro il 2050. Crescono, infine, le preoccupazioni globali sull’impatto idrico ed energetico dei sistemi di raffreddamento, spesso sottratti alle comunità locali.
