Il consumo mondiale di carbone ha raggiunto un nuovo massimo storico nel 2025, segnando 8,85 miliardi di tonnellate, in aumento dello 0,5% rispetto al già record 2024. A confermarlo è l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), che tuttavia prevede una leggera flessione entro il 2030, dovuta alla crescente concorrenza delle energie rinnovabili, del gas naturale e del nucleare. Secondo Keisuke Sadamori, direttore della Direzione per i Mercati Energetici e la Sicurezza dell’AIE, il consumo globale ha raggiunto un plateau, destinato a stabilizzarsi e poi a ridursi gradualmente, tornando ai livelli del 2023 entro la fine del decennio. La produzione elettrica da carbone, che oggi rappresenta circa due terzi del consumo totale, dovrebbe diminuire a partire dal 2026, mentre la domanda industriale resterà più resiliente.
In Cina, primo consumatore mondiale con il 56% della domanda globale, l’utilizzo di carbone è rimasto stabile rispetto al 2024. L’India ha invece registrato un calo insolito dovuto a un monsone intenso, mentre negli Stati Uniti l’aumento dei prezzi del gas e politiche favorevoli hanno sostenuto i consumi. Nell’Unione Europea, la domanda è diminuita solo del 3%, meno che negli anni precedenti, a causa di una debole produzione idroelettrica ed eolica.
Il rapporto dell’AIE evidenzia così una fase di transizione globale: il carbone resta protagonista, ma il suo predominio energetico comincia a vacillare.
