La politica sanitaria statunitense ha subito un cambiamento epocale e controverso in materia di vaccinazioni. Una commissione consultiva federale ha recentemente deciso di eliminare la raccomandazione universale di lunga data che prevedeva la somministrazione del vaccino contro l’Epatite B a tutti i neonati americani subito dopo la nascita. Questa decisione è vista come un’importante vittoria politica per il neo Segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni critiche sui vaccini. La raccomandazione, in vigore dal 1991, mirava a proteggere tutti i bambini fin dai primi momenti di vita, interrompendo la catena di trasmissione di un virus che può causare gravi malattie epatiche croniche e tumori. Sebbene l’intenzione sia quella di promuovere una “scelta dei genitori” più informata, la mossa ha immediatamente sollevato una ferma opposizione da parte di ampi settori della comunità medica e degli esperti di sanità pubblica, i quali avvertono che il capovolgimento di questa prassi consolidata potrebbe minare i decenni di progressi ottenuti nella lotta contro l’Epatite B e portare a una recrudescenza delle infezioni a livello nazionale. La nuova linea guida, infatti, restringe l’indicazione della dose neonatale solo a specifiche categorie a rischio, delegando per la maggioranza dei casi la decisione e la tempistica del vaccino alla consultazione tra genitori e fornitori di assistenza sanitaria.
Le nuove linee guida e le implicazioni
Il comitato ha stabilito che la dose del vaccino alla nascita sia raccomandata solo per i neonati le cui madri sono risultate positive al test per il virus dell’Epatite B o il cui stato di infezione è sconosciuto.
Per tutti gli altri bambini, la cui madre è risultata negativa, la raccomandazione universale viene sostituita da un approccio in cui i genitori sono invitati a consultarsi con i propri medici per stabilire se e quando iniziare la serie completa di tre dosi. La prima dose non dovrebbe essere somministrata prima dei due mesi di età.
L’Epatite B si diffonde primariamente attraverso sangue, sperma o altri fluidi corporei e può essere trasmessa attraverso contatti stretti con persone inconsapevoli di essere infette, come badanti o amici.
La vaccinazione di massa ha avuto un effetto drammatico negli USA: le infezioni sono diminuite di quasi il 90%, passando da 9,6 casi ogni 100.000 persone prima della diffusione del vaccino a circa uno ogni 100.000 nel 2018.
Le nuove raccomandazioni avranno un impatto diretto sulla copertura sanitaria e sul processo decisionale dei medici. Nonostante il cambiamento, l’associazione di categoria degli assicuratori ha già dichiarato che continuerà a coprire il costo della vaccinazione.
La reazione della comunità scientifica
Gruppi di esperti di sanità pubblica e organizzazioni mediche di primo piano, tra cui l’American Medical Association (AMA), hanno espresso forte dissenso. Essi ritengono che questa decisione, che contraddice decenni di dati sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, introduca indebiti ostacoli alla vaccinazione.
Il Dr. Richard Rupp, professore di pediatria, ha sottolineato: “Il vaccino è incredibilmente sicuro e ha avuto un impatto positivo storico sulla sanità pubblica sin dal suo inizio. Il ritiro dell’iniziativa per proteggere tutti i bambini porterà quasi certamente a un aumento dei casi di epatite B a livello nazionale“.
Anche l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha ribadito il suo sostegno alla somministrazione della dose neonatale.
Dr. Demetre Daskalakis, ex direttore del National Center for Immunization and Respiratory Diseases del CDC, ha avvertito che il cambiamento segnalerà ai medici l’esistenza di presunti problemi di sicurezza o responsabilità legale legati al vaccino, che in realtà non esistono.
I principi della nuova amministrazione
L’enfasi posta dal comitato sulla scelta dei genitori è in linea con i principi del movimento anti-vaccini, di cui Kennedy è stato un esponente di spicco per decenni. Secondo gli esperti di sanità pubblica, questo principio ignora il fatto che i genitori abbiano già l’ultima parola sulle vaccinazioni.
Kennedy, che ha fondato il gruppo anti-vaccini Children’s Health Defense, ha operato un profondo rinnovamento nel comitato consultivo, licenziando i 17 esperti indipendenti e sostituendoli con membri che in gran parte condividono le sue visioni. Si tratta dell’intervento più esteso nella politica vaccinale sin dal suo insediamento, che include anche il taglio dei finanziamenti per i vaccini a mRNA e la messa in discussione di altre raccomandazioni consolidate.
Molti membri del comitato hanno messo in discussione la sicurezza del vaccino, nonostante le prove contrarie. Retsef Levi, matematico del Massachusetts Institute of Technology e membro del comitato, ha dichiarato: “Le persone dovrebbero essere molto, molto sospettose quando viene detto loro che qualcosa è sicuro, specialmente un vaccino“.
Confronto internazionale e prossimi passi
Il comitato ha giustificato la sua mossa in parte criticando la raccomandazione universale statunitense come non allineata con i “paesi sviluppati peer“, citando in particolare la Danimarca.
Tuttavia, un esperto del CDC ha precisato che un confronto diretto è difficile, data la popolazione ridotta della Danimarca (6 milioni), la sua sanità universale e i protocolli di screening più rigorosi.
- L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) continua a raccomandare la vaccinazione di tutti i neonati il prima possibile dopo la nascita;
- Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie indica che la maggior parte dei paesi europei non raccomanda la dose universale alla nascita, ma la consiglia a due o tre mesi.
Il comitato ha anche votato per raccomandare che i genitori testino i bambini per gli anticorpi dell’Epatite B prima di somministrare le dosi successive, un approccio criticato da alcuni membri per la mancanza di studi sulla soglia di risposta immunologica considerata protettiva.
Il Senatore repubblicano Bill Cassidy, un medico che aveva sostenuto la nomina di Kennedy, ha definito il cambiamento un errore e ha esortato l’attuale capo del CDC a mantenere le raccomandazioni in vigore. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), ora gestiti dal capo ad interim Jim O’Neill (nominato da Kennedy e non scienziato), utilizzeranno queste raccomandazioni del comitato per stabilire le future linee guida sanitarie nazionali.
