Il 2 dicembre 1959 il disastro del Frejus, il crollo della diga di Malpasset

La diga, costruita pochi anni prima, cedette a causa di una combinazione di fattori geologici e tecnici, aggravati da precipitazioni eccezionali

Sessantasei anni fa, alle 21:13 del 2 dicembre 1959, la Francia fu colpita da uno dei disastri più drammatici della sua storia: il crollo della diga di Malpasset, nei pressi di Fréjus, nel dipartimento del Var. In pochi istanti una massa d’acqua impressionante, liberatasi dall’invaso artificiale, travolse tutto ciò che incontrava lungo il suo percorso. Il bilancio fu devastante: 421 vittime, centinaia di feriti, interi quartieri rasi al suolo. La diga, costruita pochi anni prima, cedette a causa di una combinazione di fattori geologici e tecnici, aggravati da precipitazioni eccezionali. Quando la struttura collassò, un’onda alta oltre 40 metri si abbatté sulla valle del Reyran, spazzando via case, strade, campi e perfino infrastrutture considerate sicure. Fréjus rimase immersa nel fango e nella distruzione, mentre i soccorritori lavorarono per giorni in condizioni estremamente difficili.

Il disastro di Malpasset segnò profondamente la Francia, non solo per l’enorme perdita di vite umane, ma anche per le conseguenze politiche e tecniche che ne seguirono. Da quell’evento nacquero nuove norme sulla sicurezza delle dighe e un’attenzione più rigorosa allo studio del territorio.