Il 26 dicembre 2018 il terremoto di Santo Stefano, paura alle pendici dell’Etna

Il 26 dicembre 2018 sul fianco dell'Etna si è verificato un terremoto innescato dall'attivazione del sistema di faglie di Fiandaca

Il 26 dicembre 2018, alle ore 03:19, sul fianco sudorientale dell’Etna si è verificato un evento magnitudo 4.9. L’evento è stato innescato dall’attivazione del sistema di faglie di Fiandaca, una struttura crostale estremamente superficiale. La peculiarità di questo sisma risiede nella sua profondità ipocentrale: appena 1 km. Questa estrema vicinanza alla superficie ha trasformato un’energia moderata in un’accelerazione del suolo distruttiva, raggiungendo il grado VIII della scala Mercalli (MCS) in centri come Fleri e Pennisi.

Dal punto di vista geodinamico, il terremoto è stato l’effetto del “driving force” magmatico: la risalita di un dicco (una lama di magma) ha esercitato una pressione tale da spingere il fianco orientale del vulcano verso il mare, provocando lo scorrimento della faglia.

Oggi, nel 2025, la rete di monitoraggio dell’INGV è tra le più avanzate al mondo proprio grazie agli insegnamenti tratti da quel Natale: sensori di deformazione del suolo e analisi interferometrica satellitare (InSAR) permettono ora di prevenire con maggior precisione gli scenari di crisi legati alla complessa interazione tra tettonica e vulcanismo.