Prende il via in Germania il progetto di estrazione di litio da parte dell’australiana Vulcan Energy, che punta a produrre il metallo strategico nel Bacino del Reno da salamoie geotermiche a basso impatto ambientale. Si tratta del primo progetto di questo tipo in Europa, con il quale Berlino mira a ridurre la dipendenza dalle forniture estere di materie prime critiche per la transizione energetica. L’iniziativa, del valore di 2,2 miliardi di euro, è sostenuta da un ampio pacchetto di finanziamenti pubblici e privati. Il nuovo fondo federale tedesco per le materie prime partecipa con fino a 150 milioni di euro, mentre l’agenzia australiana per il credito all’esportazione contribuisce con 120 milioni.
I dettagli sul progetto
Il progetto prevede la produzione di idrossido di litio monoidrato e la generazione simultanea di calore ed elettricità da fonti rinnovabili. In una prima fase, Vulcan costruirà un impianto di estrazione nel Palatinato meridionale e un’unità di lavorazione nel polo industriale di Francoforte-Höchst, con l’avvio della produzione commerciale previsto per il 2028. Alla realizzazione partecipano, oltre ai fondi tedeschi e australiani, la Banca europea per gli investimenti, Export Development Canada, il Fondo danese per le esportazioni, Bpifrance Assurance Export e SACE. “La politica delle materie prime è oggi una questione di resilienza nazionale”, ha affermato di recente la ministra federale dell’Economia, Katherina Reiche (Cdu), sottolineando l’importanza di forniture affidabili e sostenibili per l’industria tedesca.
