Ieri si è svolta la cerimonia di inaugurazione della struttura meridionale del CTAO presso il sito cileno del Paranal dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe) che ha segnato l’inizio della costruzione delle fondamenta dei telescopi. Il CTAO, o Cherenkov Telescope Array Observatory, sarà il più grande e potente osservatorio di raggi gamma al mondo, in grado di fornire nuove prospettive sull’Universo ad altissima energia. La schiera meridionale di telescopi sarà il primo osservatorio di raggi gamma costruito in Cile. “Siamo lieti di accogliere questa struttura innovativa nella famiglia dell’ESO. È un piacere assistere all’inizio della costruzione del sito meridionale di questo potente osservatorio qui a Paranal, nel deserto cileno di Atacama, un luogo con i cieli più incontaminati della Terra. Questa inaugurazione rappresenta una tappa fondamentale non solo per il CTAO e per l’ESO, ma anche per il Cile, poiché questa nuova struttura rafforzerà la posizione del Paese come centro globale per l’astronomia”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’ESO Xavier Barcons nel suo discorso di benvenuto durante la cerimonia di inaugurazione.
Il CTAO è un progetto internazionale, di cui l’ESO è partner fondatore e ne ospita la schiera meridionale; diversi Stati membri dell’ESO sono coinvolti nel progetto e vari gruppi scientifici di tutto il mondo, incluso il Cile, si stanno preparando a osservare con questo strumento nei prossimi anni. L’inizio della costruzione delle fondamenta, guidata da un consorzio di aziende cilene, apre la strada all’installazione dei primi telescopi al Paranal entro la fine del 2026.
Per la celebrazione, rappresentanti del CTAO, dell’ESO, del governo cileno e delle autorità locali si sono riuniti presso l’Osservatorio del Paranal dell’ESO. Oltre al Direttore Generale dell’ESO, alla cerimonia hanno partecipato Andreas Kaufer, Direttore Operativo dell’ESO; Thomas Klein, Direttore dell’ESO dell’Osservatorio di La Silla e del Paranal; Volker Heinz, Responsabile del Programma di Costruzione del CTAO; Stuart McMuldroch, Direttore Generale del CTAO; Francisco Colomer, Presidente del Consiglio ERIC del CTAO; Ricardo Díaz, Governatore della Regione di Antofagasta; Valeska Molina, Segretaria Regionale del Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione per la Regione di Antofagasta; e Alejandra Pizarro, Direttrice dell’Agenzia Nazionale Cilena per la Ricerca e lo Sviluppo (ANID). Dopo i saluti di benvenuto e i discorsi, una capsula del tempo è stata sepolta accanto all’area della futura schiera di telescopi. Era piena di elementi provenienti dal Cile e dai partner del CTAO, oltre a materiale scientifico, oer rappresentare gli auspici e gli obiettivi per i telescopi attualmente in costruzione.
“Grazie all’impegno dei nostri partner in tutto il mondo e al supporto dell’ESO in qualità di ospite qui in Cile, stiamo trasformando una visione in realtà con l’inizio della costruzione di quello che sarà l’osservatorio di raggi gamma più avanzato sulla Terra”, ha affermato McMuldroch.
“Siamo orgogliosi di ospitare la schiera meridionale del CTAO e di gestirla proprio qui all’Osservatorio del Paranal dell’ESO, insieme al Very Large Telescope e all’Extremely Large Telescope dell’ESO”, ha aggiunto Klein. “Questa struttura rivoluzionaria trasformerà la nostra comprensione dell’Universo, aprendo una nuova finestra sui fenomeni più energetici del cosmo”.
Il CTAO è progettato per rivelare raggi gamma di altissima energia emessi dagli eventi più violenti e potenti dell’Universo. Comprenderà oltre 60 telescopi in due siti: CTAO-sud e CTAO-nord – uno in ciascun emisfero – con un’area di raccolta totale di oltre 1 milione di metri quadrati. Il solo sito meridionale avrà più di 50 telescopi, progettati per catturare un ampio intervallo di energia – da 20 GeV a 300 TeV, miliardi di volte più energetici della luce visibile.
Il CTAO rivelerà radiazioni di altissima energia con un’accuratezza e una precisione senza precedenti, superando di gran lunga gli attuali telescopi a raggi gamma. Quando un fotone gamma energetico colpisce l’atmosfera terrestre, produce una cascata di particelle che causano l’emissione della cosiddetta radiazione Cherenkov – un caratteristico debole lampo blu di luce visibile. Il lampo dura solo pochi miliardesimi di secondo, quindi deve essere ripreso con fotocamere superveloci e sensibili, con telescopi di enorme capacità di raccolta della luce che operano in siti con cieli incontaminati e bui.
Individuando le sorgenti di questi raggi gamma, il CTAO fornirà una conoscenza ancora non raggiunta sugli eventi e gli oggetti più estremi del nostro Universo, concentrandosi su aree chiave come: la comprensione dell’origine e del ruolo delle particelle cosmiche relativistiche; l’esplorazione di ambienti estremi come buchi neri e stelle di neutroni; l’esplorazione delle frontiere della fisica attraverso la ricerca della materia oscura e la verifica dei limiti della teoria della relatività di Einstein.
Nel 2018 il CTAO, l’ESO e le autorità cilene hanno firmato alcuni accordi per ospitare la schiera meridionale del CTAO presso l’Osservatorio del Paranal dell’ESO, a meno di dieci chilometri a sud-est della sede del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO. Questa regione nel deserto cileno di Atacama offre i cieli più limpidi e bui di qualsiasi osservatorio astronomico sulla Terra, grazie alla conformazione geografica del Cile e all’impegno del Paese per la conservazione dei cieli notturni.
“Costruendo una struttura così potente e importante in quest’area, l’ESO e il CTAO confidano profondamente che le autorità cilene salvaguarderanno questo sito straordinario per le generazioni future e garantiranno l’enorme valore che strutture astronomiche come il CTAO generano a livello locale e globale”, ha affermato Barcons.
“Il Paranal è un luogo unico al mondo per studiare l’Universo”, ha sottolineato Heinz. “Il deserto di Atacama accoglie ora un’altra struttura all’avanguardia a livello mondiale e, in un solo anno, prevediamo di avere qui i telescopi del CTAO che forniranno le prime osservazioni in assoluto del cielo a raggi gamma dal Cile”.
