L’Italia si posiziona come una potenza chiave nel settore aerospaziale. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato in un’intervista a Il Resto del Carlino che “nello Spazio come nella fisica nucleare, nella medicina come nelle biotecnologie l’Italia è stata una protagonista assoluta della scienza e della tecnica del secolo scorso“. Urso ha ricordato che “fummo i terzi, dopo Urss e Usa, e da allora abbiamo sempre sfornato talenti e spinto per un’industria nazionale del settore, oggi fiore all’occhiello del nostro ecosistema industriale“.
La prova dell’impegno attuale è l’aumento delle risorse investite nell’ESA: “3,5 miliardi, il 13% in più rispetto al precedente impegno“, che ha consentito di finanziare “tutti i programmi di nostro specifico interesse, dai lanciatori all’esplorazione fino all’osservazione della Terra“.
Numerose le iniziative citate dal Ministro: “Abbiamo inaugurato le 4 Space factory finanziate con il Pnrr, a Torino, Milano, Roma e Bari. Abbiamo riportato in volo il nostro vettore Vega C” e concluso “un accordo storico con la Francia per l’utilizzo autonomo dello Spazioporto della Guyana francese“.
Inoltre, il governo ha “realizzato la legge nazionale dello spazio che per la prima volta regolamenta le attività dei privati e finanzia le start-up e le Pmi“. Urso ha affermato che anche sulle costellazioni satellitari “abbiamo tracciato la strada, stavolta insieme con la Germania“, creando “un campione globale al servizio del nostro Continente“. Il Ministro ha concluso con una visione ambiziosa: “Lo Spazio è il futuro prossimo di una nuova rivoluzione industriale. Anche con un astronauta italiano sulla Luna per avviare la colonizzazione dello Spazio“.
