Un recente studio pubblicato su Nature dimostra che brevi conversazioni con chatbot di intelligenza artificiale sono in grado di cambiare in modo misurabile le intenzioni di voto degli elettori. Questa ricerca, la più ampia mai condotta sul tema, coinvolge tre paesi, migliaia di partecipanti e differenti contesti elettorali. Gli autori hanno chiesto a migliaia di cittadini di parlare per pochi minuti con un chatbot programmato per sostenere un candidato specifico. Prima del dialogo, gli elettori fornivano informazioni sulle loro preferenze, sulle priorità politiche e sul grado di sostegno ai candidati. Il chatbot, a sua volta, doveva mantenere un tono rispettoso e positivo, utilizzare argomentazioni solide, rispondere con empatia alle preoccupazioni dell’interlocutore e tentare di rafforzare o modificare il suo orientamento politico.
Lo studio documenta come il modello fosse istruito a utilizzare “compelling arguments”, a essere “fact-based” e a riconoscere le opinioni dell’interlocutore prima di argomentare la propria posizione. Questo schema è stato riprodotto in tre scenari distinti: l’elezione presidenziale statunitense del 2024, le elezioni federali canadesi del 2025 e le elezioni presidenziali polacche del 2025. In ogni caso, l’obiettivo era verificare se una conversazione di pochi minuti fosse sufficiente a modificare opinioni politiche radicate.
Risultato n.1: l’IA persuade soprattutto chi inizialmente è contrario
I risultati mostrano un effetto particolarmente interessante: i chatbot riescono a persuadere più efficacemente chi parte con un orientamento opposto al candidato sostenuto dall’IA. Il fatto che l’IA sia in grado non solo di rinforzare opinioni già esistenti ma anche di erodere convinzioni contrarie suggerisce una capacità di persuasione superiore alla comunicazione politica tradizionale.
Risultato n.2: parlare di temi politici è molto più efficace che parlare di personalità
Lo studio rivela un’altra evidenza importante: discutere di programmi politici, dati e proposte concrete convince gli elettori molto più di una conversazione incentrata sui tratti personali dei candidati. Ciò significa che la forza persuasiva dell’IA risiede nella capacità di articolare argomentazioni razionali, basate su contenuti politici e su questioni che l’elettore percepisce come rilevanti per il proprio voto.
Risultato n.3: gli effetti durano nel tempo
La ricerca mostra che l’effetto persuasivo non si limita al momento immediatamente successivo alla conversazione. Più di un terzo del cambiamento nelle preferenze registrato subito dopo il dialogo con l’IA rimane stabile anche a distanza di oltre un mese. Questo livello di persistenza, rapportato a interazioni della durata di pochi minuti, rappresenta una potenziale trasformazione nel modo in cui la politica potrà influenzare gli elettori.
Risultato n.4: le IA pro-candidati di destra producono più errori e informazioni inaccurate
Uno dei risultati più delicati e potenzialmente controversi riguarda la precisione delle informazioni fornite dai chatbot. L’analisi interna mostra infatti un pattern ricorrente: i chatbot programmati per sostenere candidati di destra producono un numero maggiore di affermazioni inaccurate rispetto a quelli programmati per sostenere candidati di sinistra. Gli autori sottolineano che non si tratta di una distorsione dovuta a valutazioni di parte: le verifiche delle affermazioni sono state validate da gruppi politicamente bilanciati. La tendenza sembra riflettere uno schema presente nella più ampia circolazione di informazioni politiche online.
Risultato n.5: l’uso dei fatti è la chiave della persuasione
In due esperimenti ulteriori condotti in Canada e Polonia, i ricercatori hanno sperimentato cosa accade quando si vieta all’IA di usare dati, statistiche e riferimenti fattuali. Il risultato è stato un crollo drastico della capacità persuasiva. In Canada, impedire l’uso di fatti riduce l’efficacia di oltre la metà; in Polonia, la riduzione arriva al 78%. Ciò dimostra che l’IA non convince attraverso tecniche manipolatorie sottili, ma attraverso l’offerta di argomentazioni strutturate e logiche, spesso più curate e coerenti di quelle tipicamente fornite da interlocutori umani.
Risultato n.6: in alcuni casi i chatbot sono più efficaci della propaganda tradizionale
Il confronto tra l’efficacia dei chatbot e quella della comunicazione politica tradizionale è sorprendente. Gli autori riportano che i dialoghi dell’IA erano significativamente più persuasivi rispetto a quelli tradizionali, soprattutto nei contesti canadesi e polacchi, dove gli effetti osservati sono quasi tre volte maggiori rispetto a quelli registrati negli Stati Uniti. Questo suggerisce che la propaganda politica del futuro potrebbe essere più individuale, più interattiva e soprattutto più efficace.
Democrazia e IA: rischi, scenari e responsabilità
Lo studio si conclude con un campanello d’allarme per le democrazie moderne. Secondo gli autori, l’IA avrà “un ruolo importante nelle elezioni future, con potenzialmente profonde conseguenze per la democrazia”. Rimane incerto quanto questi effetti possano manifestarsi nel mondo reale, dove le persone non sono necessariamente consapevoli di essere bersaglio di persuasione. Tuttavia, la combinazione tra personalizzazione, velocità di generazione dei contenuti e capacità di fornire argomentazioni convincenti rende l’IA uno strumento che i partiti politici non potranno ignorare.
Il lavoro di Rand e dei suoi colleghi dimostra che la persuasione politica sta entrando in una nuova fase. Non si tratta più di spot televisivi, slogan emotivi o campagne mirate sui social, ma di conversazioni personalizzate, costruite su misura e capaci di influenzare opinioni anche consolidate. Le istituzioni dovranno ora interrogarsi su come regolamentare questo nuovo potere comunicativo senza bloccare l’innovazione tecnologica.
