Nel cuore del nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove il deserto incontra la montagna, Trojena è tornata a vestirsi di bianco. Nelle ultime ore una nevicata reale ha interessato le quote più elevate del comprensorio, regalando immagini che sembrano provenire da tutt’altra latitudine e confermando l’esistenza di un microclima montano autenticamente invernale all’interno del progetto NEOM. Le precipitazioni, accompagnate da temperature sottozero e venti freddi in quota, hanno imbiancato crinali e superfici esposte sopra i 1.800–2.000 metri. Un segnale chiaro: questa porzione della regione di Tabuk può ospitare condizioni pienamente invernali nonostante il contesto desertico circostante, grazie a una combinazione di quota, orografia e afflussi d’aria più fredda dai quadranti settentrionali.
Un microclima che sfida il deserto
Trojena si sviluppa lungo una catena montuosa con altitudini comprese tra 1.500 e 2.600 metri, a breve distanza dal Golfo di Aqaba. Qui il gradiente altimetrico gioca un ruolo decisivo: le temperature risultano spesso fino a 10 °C inferiori rispetto alle aree di pianura, mentre durante l’inverno non sono rari valori minimi negativi, soprattutto nelle conche e sui versanti più elevati.

Quando masse d’aria più fredde riescono a scendere verso il settore nord-occidentale del Regno, spesso in collegamento con circolazioni depressionarie sul Mediterraneo orientale e sul Levante, l’orografia locale favorisce moti ascendenti e un raffreddamento della colonna d’aria sufficiente a trasformare le precipitazioni in neve naturale alle quote più alte.
Le dinamiche atmosferiche della nevicata
Dal punto di vista meteorologico, l’episodio odierno è coerente con una irruzione fredda in quota associata a una debole circolazione ciclonica sul Medio Oriente. L’interazione tra aria più fredda e umidità disponibile, amplificata dall’effetto orografico dei rilievi di Tabuk, ha favorito la formazione di nubi precipitanti con fase solida alle alte quote. Le immagini diffuse nelle ultime ore mostrano dorsali e pendii temporaneamente innevati, confermando un contesto termico pienamente compatibile con l’evento.
Sci nel deserto: tra neve naturale e tecnologia
Il comprensorio sciistico di Trojena, ancora in fase di sviluppo, si basa su un modello ibrido che integra neve naturale e innevamento tecnico avanzato. Le piste previste — circa 30–36 km — saranno supportate da sistemi di snowmaking all-weather, alimentati con energia rinnovabile e acqua desalinizzata e riciclata.
Le sperimentazioni condotte in quota (oltre 2.200 metri) hanno già evidenziato la possibilità di produrre e mantenere un manto compatto per 2–3 mesi l’anno, soprattutto durante le fasi più fredde della stagione, quando la colonna d’aria diventa favorevole alla formazione e alla conservazione della neve.
Un laboratorio climatico a cielo aperto
La nevicata odierna non è soltanto suggestiva: rappresenta anche un’opportunità per approfondire la meteorologia montana della penisola arabica, un settore ancora poco esplorato. Trojena si sta trasformando in un laboratorio climatico in cui osservazioni, modelli previsionali e tecnologie sostenibili convivono in un contesto estremo.
In un’area spesso associata solo a caldo e aridità, la neve sulle montagne saudite racconta una storia diversa: quella di un territorio complesso, capace di sorprendere e di ridefinire i confini climatici del Medio Oriente, almeno quando quota e dinamiche atmosferiche riescono a fare la differenza.