Uno studio del University Medical Center Hamburg-Eppendorf, presentato alla Radiological Society of North America, mette in luce un collegamento tra obesità addominale e cambiamenti strutturali del cuore, più rilevante rispetto al semplice aumento di peso. Analizzando 2.244 risonanze magnetiche cardiache di adulti tra 46 e 78 anni, i ricercatori hanno osservato che un elevato rapporto vita-fianchi è associato a un ispessimento del muscolo cardiaco e a volumi ventricolari ridotti, configurando un pattern noto come ipertrofia concentrica.
Secondo Jennifer Erley, autrice principale dello studio, l’obesità addominale compromette la capacità di rilassamento del cuore e può rappresentare l’inizio di un percorso verso l’insufficienza cardiaca. Gli effetti risultano particolarmente marcati negli uomini, soprattutto sul ventricolo destro, suggerendo una maggiore vulnerabilità maschile agli effetti del grasso viscerale su respirazione e pressione polmonare.
I ricercatori hanno rilevato segni di stress cardiaco subclinico anche in pazienti senza malattie note, evidenziabili solo con risonanza magnetica avanzata. Le associazioni sono rimaste significative anche considerando fattori come ipertensione, diabete, fumo e colesterolo.
Lo studio sottolinea l’importanza di valutare la distribuzione del grasso corporeo durante le visite cliniche e promuove strategie preventive mirate a ridurre il grasso addominale tramite attività fisica, dieta equilibrata e interventi precoci nei soggetti a rischio.
