Petrolio in lieve rialzo mentre il clima globale resta turbolento

Tensioni geopolitiche, mosse delle banche centrali e timori per domanda e offerta ridisegnano il futuro del mercato petrolifero

I prezzi del petrolio viaggiano poco mossi sui mercati asiatici vicini ai massimi degli ultimi 15 giorni e sulla buona strada per un rialzo settimanale, formati dalle tensioni geopolitiche. I future sul Wti salgono dello 0,08% a 59,55 dollari al barile, quelli sul Brent limano uno 0,06% a circa 63,22 dollari. Gli investitori hanno continuato a monitorare un possibile intervento degli Stati Uniti in Venezuela dopo che il presidente Trump ha segnalato un’imminente azione militare, con Rystad Energy che ha avvertito che qualsiasi escalation potrebbe minacciare la produzione di greggio del Paese, pari a 1,1 milioni di barili al giorno. I prezzi sono stati sostenuti anche dalla mancanza di progressi nei colloqui statunitensi a Mosca sulla guerra in Ucraina, che ha ridotto le prospettive a breve termine di ripristino dell’approvazione russa, mentre Kiev continua a prendere di mira le infrastrutture energetiche russe.

Le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed la prossima settimana, che potrebbe stimolare l’attività economica e aumentare la domanda di petrolio, hanno ulteriormente aumentato la pressione al rialzo. Tuttavia, le preoccupazioni sulla domanda e il potenziale eccesso di offerta hanno frenato i guadagni, con l’Arabia Saudita che ha abbassato il prezzo del greggio leggero arabo per l’Asia a gennaio al livello più basso degli ultimi cinque anni, mentre il petrolio canadese è crollato al livello più basso da marzo.