È entrato nel secondo giorno lo sciopero nazionale alla Petrobras che, secondo il sindacato dei lavoratori del settore petrolifero, la Fup, sta coinvolgendo 24 piattaforme offshore e otto raffinerie in diverse regioni del Brasile. La mobilitazione interessa anche nove unità di trasporto, tre centrali termoelettriche, due impianti di biodiesel e cinque giacimenti terrestri. Lo riporta il portale brasiliano Uol. La protesta è legata a una controversia sul deficit del fondo pensione aziendale e alle modifiche proposte ai sistemi di remunerazione e ai diritti del personale. Secondo la Fup, lo sciopero coinvolge lavoratori di vari segmenti della filiera energetica e potrebbe estendersi in assenza di segnali di apertura da parte dell’azienda.
In una nota, Petrobras ha tuttavia assicurato che la mobilitazione non ha finora avuto ripercussioni sulla produzione di petrolio e derivati. Il gruppo ha dichiarato di aver attivato misure di emergenza per garantire la continuità operativa e la sicurezza degli impianti, sottolineando che l’approvvigionamento del mercato interno resta assicurato. Lo sciopero si inserisce in una fase delicata per il colosso statale, alle prese con pressioni finanziarie e con un confronto sindacale serrato su pensioni e condizioni di lavoro, temi centrali nel dialogo tra governo, management e rappresentanze dei dipendenti.
