Almeno tre edifici, già danneggiati dalla guerra, sono crollati oggi a Gaza City a causa delle intense piogge e dei forti venti portati dalla tempesta Byron che sta investendo la regione. Lo riportano i media palestinesi, riferendo anche di campi sfollati allagati in tutta l’enclave palestinese. Secondo quanto precisato dall’agenzia Wafa, le squadre di Protezione Civile hanno condotto 32 operazioni nelle ultime 12 ore, intervenendo per l’allagamento di 17 tende, l’evacuazione di 14 persone e il pompaggio dell’acqua.
La notizia più tragica è quella della morte di una bambina di soli otto mesi, avvenuta la notte scorsa a causa del freddo a Khan Yunis, secondo quanto riportano l’agenzia palestinese Wafa e Al Jazeera. Si tratta di una neonata la cui famiglia è stata sfollata per le operazioni militari israeliane. “Continuava a piovere e il freddo stava peggiorando. Improvvisamente, ho trovato la mia bambina immobile, morta”, ha detto la madre della bambina ad Al Jazeera.
Gaza allagata, si temono decessi e malattie
La tempesta Byron alimenta il timore di medici e operatori umanitari per la sorte di migliaia di persone che, nonostante il cessate il fuoco in vigore da ottobre, vivono ancora in tende di fortuna, incapaci di proteggerle da forti venti e piogge intense. Il direttore dell’ospedale Al-Shifa di Gaza City, Mohammad Abu Salmiya, ha riferito ad Haaretz di un significativo aumento di casi di ipotermia tra i bambini e di ricoveri ospedalieri di anziani e persone con malattie cardiache e respiratorie. Secondo il direttore dell’ospedale Al-Shifa, le avverse condizioni meteo “potrebbero portare a un aumento della mortalità, soprattutto tra neonati, donne incinte, anziani e persone affette da malattie croniche“, anche a fronte “della carenza di medicinali“.
A preoccupare è anche la contaminazione ambientale causata dalla tempesta, con l’acqua piovana che trascina rifiuti e liquami nelle aree residenziali, rendendo particolarmente difficile mantenere condizioni igieniche. Secondo la portavoce dell’Unicef Tess Ingram, presente nella Striscia di Gaza, è già stato registrato un aumento dei casi di diarrea e di altre malattie infettive.
Funzionari del comune di Gaza e delle organizzazioni umanitarie hanno detto ad Haaretz che, nonostante il cessate il fuoco, nella Striscia di Gaza non è entrato alcun aiuto utile a proteggere la popolazione dalla pioggia: non sono state fatte entrare tende impermeabili, strutture mobili o soluzioni abitative per l’inverno e tutti i beni entrati di recente sono beni civili di commercianti privati, non aiuti umanitari. “Tutti i sistemi fognari, di drenaggio, elettrici e idrici sono distrutti – ha detto una fonte del comune di Gaza – non c’è alcun segno di miglioramento o dell’inizio di una vera ricostruzione“.

