La tempesta Byron ha colpito duramente la Striscia di Gaza e diverse regioni di Israele, causando inondazioni, vittime e gravi disagi umanitari. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), oltre 1.500 persone sono state costrette a lasciare Khan Younis, nel Sud di Gaza, per trasferirsi a Gaza City, nel Nord, mentre altre 2.731 persone in 260 tende hanno subito gli effetti diretti delle piogge torrenziali solo mercoledì 10 dicembre. Jonathan Crickx, responsabile della comunicazione dell’Unicef in Palestina, ha descritto scene drammatiche nei campi profughi di Mawasi, dove l’acqua ha raggiunto i 20 cm tra le tende: molti bambini erano a piedi nudi o indossavano sandali di plastica. Le temperature estremamente basse, la carenza di elettricità e gas e la scarsità di legna da ardere hanno aggravato una situazione già disperata, rendendo difficile la distribuzione dei beni di prima necessità agli sfollati.
In Israele, la tempesta ha provocato almeno 2 morti per ipotermia, tra cui un uomo di circa 50 anni trovato nel quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est. Un’altra vittima di 53 anni è stata trovata nella sua abitazione. Le autorità continuano le operazioni di soccorso: oltre 100 persone sono state salvate nel Sud del Paese, mentre ricerche intensive sono in corso per il 19enne Eliyahu Abba Shaul, scomparso lungo il fiume Yarkon. Altri incidenti includono il salvataggio di due bambini a Beit Shemesh, quasi travolti da un canale allagato, ora in condizioni lievi.
Le autorità locali avvertono che le forti piogge potrebbero causare il crollo di edifici già danneggiati dal conflitto degli ultimi 2 anni. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa il 40% delle strutture sopravvissute nella Striscia di Gaza risulta gravemente o moderatamente danneggiato.
La tempesta Byron ha portato piogge persistenti e torrenziali, con rischio di inondazioni locali ancora elevato, in particolare lungo la pianura costiera meridionale, il deserto della Giudea e le aree attorno al Mar Morto. I servizi meteorologici israeliani prevedono un graduale miglioramento, ma l’allerta resta alta a causa della saturazione dei suoli e dei danni strutturali preesistenti.
Le autorità umanitarie internazionali e locali hanno lanciato appelli per il sostegno immediato agli sfollati e alle famiglie colpite dalle inondazioni, sottolineando la necessità di protezione dai freddi estremi e di distribuzione rapida di beni di prima necessità.

