Un terremoto di forte intensità con elevata probabilità di colpire Tokyo e le aree circostanti nei prossimi decenni potrebbe causare fino a 18mila vittime e provocare 83 trilioni di yen (circa 535 miliardi di dollari) di danni economici. È quanto emerge da una bozza di stima governativa giapponese, diffusa questa settimana e basata sullo scenario di un sisma di magnitudo 7.3 nell’area metropolitana, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa giapponese Kyodo News.
Una revisione al ribasso, ma ancora insufficiente
La nuova valutazione riduce i numeri indicati nel 2015, quando il governo prevedeva 23mila morti e 95 trilioni di yen (611 miliardi di dollari) di danni economici. Il miglioramento è attribuito ai progressi nel rinforzo antisismico degli edifici e nella prevenzione degli incendi, due fattori cruciali in un contesto urbano densamente popolato come Tokyo.
Nonostante la revisione al ribasso, la stima non raggiunge l’obiettivo governativo fissato 10 anni fa: dimezzare il numero previsto di vittime entro il decennio successivo. L’analisi è ancora provvisoria e, secondo una fonte governativa, potrebbe subire modifiche.
Il rischio sismico di un Paese nel cuore della Cintura di Fuoco
Il Giappone è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico al mondo: si trova sull’Anello di Fuoco del Pacifico e registra in media 1.500 terremoti all’anno. Questo contesto rende necessari continui aggiornamenti dei piani di prevenzione e gestione delle emergenze. Il governo intende infatti rivedere il proprio piano base di preparazione ai disastri, presentando le nuove stime a un panel di esperti entro la fine del mese.
Il sisma ipotizzato è comunque inferiore, per intensità, al devastante terremoto di magnitudo 9.1 che colpì il Tohoku nel 2011, provocando uno tsunami, il disastro nucleare di Fukushima e oltre 18mila vittime.
Un terremoto molto probabile entro 30 anni
Le autorità di Tokyo stimano una probabilità del 70% che un evento sismico di simile magnitudo colpisca la capitale e le aree limitrofe entro i prossimi 30 anni. Un terremoto di queste dimensioni avrebbe un impatto diretto su milioni di persone e su un’area che ospita istituzioni governative, infrastrutture critiche e sedi di grandi aziende.
Secondo la bozza, un eventuale sisma potrebbe provocare il crollo di 400mila edifici e rendere 8,4 milioni di persone incapaci di fare ritorno a casa, bloccate da interruzioni dei trasporti e danni alle infrastrutture.
Il peso delle vittime indirette
Uno degli elementi più allarmanti della stima riguarda i decessi indiretti, legati a condizioni sanitarie deteriorate durante i periodi di evacuazione o alla mancanza di accesso a cure adeguate. Secondo l’analisi, queste morti correlate ai disastri potrebbero variare tra 16mila e 41mila.
