Un minerale già noto agli scienziati potrebbe aiutare a ricostruire con maggiore precisione la storia dell’acqua su Marte. Nuovi esperimenti di laboratorio dimostrano infatti che la jarosite, un solfato molto diffuso sulla superficie del Pianeta Rosso, è in grado di catturare in modo selettivo il bromo presente nelle antiche soluzioni saline marziane. La scoperta offre un nuovo strumento per comprendere l’evoluzione chimica e ambientale delle acque del passato. Lo studio, pubblicato sulla rivista Planet da ricercatori della Chinese Academy of Sciences e della Chengdu University of Technology, chiarisce un aspetto finora poco esplorato: il comportamento degli alogeni, come bromo e cloro, durante la formazione dei minerali su Marte. Questi elementi sono traccianti sensibili delle condizioni ambientali, ma i meccanismi del loro intrappolamento non erano stati verificati sperimentalmente.
Riproducendo in laboratorio condizioni simili a quelle marziane, gli scienziati hanno osservato che la jarosite incorpora il bromo in modo preferenziale rispetto al cloro, soprattutto a basse temperature e nelle varietà ricche di potassio. Al contrario, temperature più elevate producono cristalli più ordinati ma poveri di alogeni.
Secondo gli autori, la presenza di jarosite arricchita in bromo su Marte potrebbe indicare la formazione in salamoie fredde e persistenti, suggerendo fasi prolungate di acqua liquida e potenziali ambienti abitabili nel passato del pianeta.
