A un passo dal baratro: domani l’aggiornamento dell’Orologio dell’Apocalisse, resteremo a 89 secondi dalla fine?

Dalle minacce nucleari all'intelligenza artificiale: ecco perché la decisione degli scienziati domani potrebbe segnare un punto di non ritorno per la sicurezza globale

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato e la tensione internazionale è più palpabile che mai. È ormai dietro l’angolo uno degli appuntamenti più simbolici e carichi di significato del panorama scientifico e geopolitico globale: domani, 27 gennaio 2026, il Bulletin of the Atomic Scientists solleverà il velo sul nuovo orario del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse. Questo strumento, che dal 1947 funge da barometro della nostra vulnerabilità collettiva, non è mai stato così impietoso come negli ultimi tempi. Dopo un 2025 che ci ha visti inchiodati a soli 89 secondi dalla mezzanotte – il punto più vicino all’autodistruzione mai registrato nella storia – la comunità internazionale si chiede con il fiato sospeso se gli eventi turbolenti degli ultimi 12 mesi abbiano eroso anche quegli ultimi istanti di sicurezza. Tra conflitti che non accennano a placarsi, una crisi climatica che riscrive ogni mese i record di calore e l’impatto dirompente delle nuove tecnologie sulla verità stessa, il verdetto degli esperti stabilirà se l’umanità ha ancora i mezzi per invertire la rotta o se siamo scivolati, quasi inesorabilmente, verso il baratro.

Che cos’è il Doomsday Clock?

Creato nel 1947, l’Orologio dell’Apocalisse non è uno strumento di precisione cronometrica, ma una metafora visiva dei rischi che l’umanità corre a causa delle proprie tecnologie. Se la mezzanotte rappresenta la catastrofe globale e la fine della civiltà, la distanza delle lancette indica quanto siamo vicini a quel punto di non ritorno.

Nato inizialmente per monitorare il pericolo nucleare durante la Guerra Fredda, oggi l’orologio tiene conto di minacce multidimensionali:

  • Armi nucleari e tensioni geopolitiche;
  • Cambiamento climatico e crisi ambientali;
  • Biosicurezza e nuove malattie;
  • Tecnologie emergenti e disinformazione.

Dove siamo oggi: il record negativo del 2025

Attualmente, l’orologio segna 89 secondi alla mezzanotte. Si tratta del punto più vicino alla catastrofe mai raggiunto nella storia. Lo scorso anno, il Science and Security Board aveva motivato questa decisione puntando il dito contro:

  1. Conflitti globali: in particolare il protrarsi della guerra in Ucraina;
  2. Crisi climatica: un’azione politica giudicata insufficiente rispetto ai segnali di pericolo;
  3. Disinformazione: l’uso di teorie del complotto e notizie false che inquinano l’ecosistema comunicativo, rendendo difficile distinguere la verità dalla menzogna.

Chi decide l’orario?

A spostare le lancette è il Science and Security Board, un gruppo di scienziati ed esperti di altissimo livello nel campo della tecnologia nucleare e della scienza del clima. Il board non agisce da solo: si consulta costantemente con colleghi di tutto il mondo e con il Board of Sponsors del Bulletin, che vanta tra i suoi membri ben otto premi Nobel.

Come seguire l’annuncio di domani

L’evento si terrà in diretta domani, 27 gennaio, a partire dalle ore 16 ora italiana. Sarà possibile seguire la conferenza stampa in streaming sul sito ufficiale del Bulletin of the Atomic Scientists o sul loro canale YouTube.

Mentre il mondo attende di capire se le tensioni dell’ultimo anno abbiano accorciato ulteriormente il nostro tempo, l’Orologio dell’Apocalisse rimane, come dicono i suoi creatori, un promemoria urgente: la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di governare le forze che noi stessi abbiamo scatenato.