Alaska, nevicate senza precedenti: battuti i record storici ad Anchorage e Juneau: barche affondate e tetti crollati per il peso della neve | FOTO

L’inverno più duro degli ultimi decenni trasforma i porti in un cimitero di scafi e minaccia la stabilità delle abitazioni in tutto lo Stato
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Non è la solita tempesta artica quella che sta mettendo in ginocchio l’Alaska in questo inizio di 2026. Una combinazione micidiale di aria gelida e un “fiume atmosferico” carico di umidità ha scaricato sulla regione quantità di neve mai viste in decenni, trasformando i porti di Juneau in un cimitero di imbarcazioni e minacciando la stabilità degli edifici. Le immagini (in alto nella fotogallery scorrevole a corredo dell’articolo) sono davvero impressionanti e testimoniano uno scenario apocalittico.

Barche sommerse e affondate

Nelle ultime settimane, il peso insostenibile della neve accumulata ha causato l’affondamento di almeno nove imbarcazioni nel porto di Juneau. Secondo il capitano del porto (Harbormaster), Matthew Creswell, la situazione è critica: imbarcazioni che variano dai 5 ai 18 metri – sia pescherecci che barche da diporto – sono colate a picco sotto un carico stimato in oltre 200 kg per metro quadrato (circa 45 libbre per piede quadrato).

In tutti i miei quattro porti ho avuto affondamenti,” ha dichiarato Creswell. “È un disastro“. Le immagini che arrivano dalla capitale dello stato mostrano alberi di barche che spuntano a fatica dall’acqua gelida e scafi ribaltati, mentre le squadre di soccorso lavorano senza sosta con pompe idrovore per salvare altre tre dozzine di imbarcazioni che rischiavano la stessa sorte. Il valore dei danni per i singoli proprietari oscilla tra i 5.000 e i 200.000 dollari.

Numeri da record

I dati meteorologici spiegano la portata dell’evento:

  • A Juneau sono caduti circa 2 metri di neve (80 pollici) nel solo mese di dicembre, polverizzando il precedente record storico.
  • Si tratta di una quantità di neve che solitamente cade in un’intera stagione invernale, accumulata invece in poche settimane.
  • Ad Anchorage, la città più grande dello stato, lunedì scorso è stato stabilito un nuovo record giornaliero con oltre 23 centimetri di neve fresca in 24 ore.

Tetti a rischio e l’allarme pioggia

L’emergenza non riguarda solo il mare. La polizia e i vigili del fuoco sono in allerta per il crollo dei tetti. Ad Anchorage e Juneau diverse strutture hanno già ceduto sotto il peso bianco. La preoccupazione principale ora è il cambio delle temperature: con l’arrivo della pioggia previsto per i prossimi giorni, la neve già accumulata si comporterà come una spugna, assorbendo l’acqua e raddoppiando il proprio peso, mettendo ulteriormente a dura prova la tenuta degli edifici e intasando i canali di scolo.

Una comunità mobilitata

In risposta alla crisi, è nata una vera e propria “industria spontanea” di spalatori. Residenti e lavoratori stagionali sono stati richiamati per liberare i tetti e i ponti delle barche prima che sia troppo tardi. “Chiunque riesca a stare in piedi e spingere una pala è al lavoro” dicono i locali. Nel frattempo, le compagnie di recupero marittimo stanno cercando di sollevare le barche affondate per limitare i danni ambientali dovuti alla fuoriuscita di carburante.

Gli esperti del National Weather Service avvertono che, nonostante il riscaldamento globale stia accorciando la durata complessiva della stagione nevosa, le tempeste stanno diventando più violente e cariche di umidità, portando a eventi estremi come questo, definiti “una volta in una generazione“.