La Tunisia affronta oggi una nuova e intensa fase di maltempo legata al passaggio del sistema ciclonico mediterraneo denominato Harry. Piogge abbondanti, vento sostenuto e un elevato rischio di allagamenti stanno interessando in particolare il Nord/Est del Paese, dove l’Institut National de la Météorologie (Inm) ha diramato un’allerta di livello elevato valida fino al pomeriggio. Secondo l’ultima carta di vigilanza, Grand Tunis e Cap Bon sono in vigilanza rossa, mentre altri governatorati del Nord e del Sahel rientrano in vigilanza arancione, in un quadro definito di “allerta estrema” ed “elevata”. L’Inm segnala criticità anche in zone solitamente poco esposte ad allagamenti, con possibili difficoltà gravi per la circolazione stradale.
Sul fronte della prevenzione, diversi governatorati hanno disposto la sospensione delle lezioni. A Tunisi lo stop riguarda scuole, centri di formazione e università; provvedimenti analoghi sono stati adottati ad Ariana, Bizerte e Nabeul per ridurre i rischi legati agli spostamenti.
Nelle ultime ore si registrano allagamenti e accumuli d’acqua a Nabeul, nel Grand Tunis e nell’area di Bizerte, con strade parzialmente sommerse e infiltrazioni nelle abitazioni più esposte. A Soliman e Kélibia sono stati necessari interventi di pompaggio, con la mobilitazione della protezione civile.
Le previsioni indicano forte instabilità, temporali intensi, raffiche oltre gli 80 km/h e mare molto mosso o agitato nei golfi di Tunisi e Hammamet. Anche l’Ambasciata d’Italia a Tunisi ha invitato alla prudenza, raccomandando di seguire le indicazioni delle autorità locali mentre il vortice depressionario, sviluppatosi nel Mediterraneo centrale, prosegue la sua traiettoria verso Nord.
Fino alle 5 del mattino, la Protezione civile tunisina è intervenuta per effettuare 106 operazioni di pompaggio delle acque, 105 ricognizioni sullo stato delle strade, la rimozione di 109 veicoli e l’evacuazione di 15 persone a causa del maltempo che sta colpendo il Paese. Confermato il decesso di 2 persone nella delegazione di Moknine, nel governatorato di Monastir. La maggior parte delle richieste di intervento ha riguardato il pompaggio dell’acqua dalle abitazioni e la rimozione delle auto rimaste bloccate sulle strade a causa degli allagamenti. Le forti precipitazioni hanno raggiunto i 180 mm nella zona di Cartagine – Sidi Bou Said, a una ventina di km a Nord delle capitale.
