Sulla base delle segnalazioni finora pervenute da 112 Comuni della Sardegna (dato in continuo aggiornamento), la stima preliminare dei danni del passaggio del ciclone Harry sull’isola supera i 200 milioni di euro. È quanto emerso nella riunione tra la Regione, la Protezione Civile regionale e i sindaci interessati, convocata per fare il punto sulle procedure operative per la segnalazione dei danni, l’attivazione delle misure emergenziali e gli strumenti a disposizione dei Comuni nella fase in corso. Le tipologie di intervento previste riguardano il soccorso e l’assistenza alla popolazione, il ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche e le prime misure di sostegno al tessuto economico e sociale; successivamente saranno attivate le misure relative al patrimonio pubblico e privato.
I sindaci hanno evidenziato criticità diffuse su viabilità, infrastrutture, aree produttive, litorali, ambiti ambientali e beni culturali, oltre alla necessità di semplificazione procedurale e di chiarezza sui tempi di ristoro.
Durante la riunione ARPA Sardegna ha fornito un sintetico inquadramento dell’evento meteorologico, evidenziando precipitazioni intense e persistenti su ampie aree della Sardegna meridionale e orientale e mareggiate significative lungo le coste sud ed est, in un contesto che ha comunque consentito l’attivazione preventiva delle misure di protezione civile. Ha fornito inoltre un aggiornamento sulle prossime perturbazioni, già in atto e che continueranno a portare precipitazioni anche nella serata di oggi e di domani, ma che non presentano al momento caratteristiche di eccezionalità.
Il Centro Funzionale Decentrato ha illustrato il ruolo svolto dal sistema delle dighe, con particolare riferimento alla diga di Nuraghe Arrubiu, la cui gestione coordinata con ENAS ha consentito di contenere le portate e ridurre il rischio per le popolazioni a valle.
“La risposta del Sistema regionale è stata tempestiva e coordinata – ha dichiarato l’assessore della difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi – ora è fondamentale accompagnare i Comuni con procedure chiare e strumenti efficaci per affrontare la fase di ripristino”.
“Ci siamo trovati ad affrontare un rischio prevalentemente costiero e marino – ha spiegato il direttore generale della Protezione Civile regionale, Mauro Merella – ma il sistema regionale ha dimostrato di funzionare grazie alla collaborazione tra istituzioni, strutture operative e volontariato. L’emergenza si gestisce in pochi giorni – ha concluso Merella – ma il ripristino richiederà anni, metodo e collaborazione. Continueremo a lavorare al fianco dei comuni per accompagnare i territori verso il ritorno alla normalità”.
Merella ha assicurato il massimo supporto tecnico, precisando che le segnalazioni saranno valutate anche per i territori non inizialmente classificati in codice rosso, sulla base dei dati raccolti e delle verifiche in corso.
