Ciclone Harry, scattano i primi aiuti: rimborsi a famiglie e imprese e piano speciale per la frana di Niscemi

Firmata l’ordinanza per Calabria, Sardegna e Sicilia: contributi per l'affitto agli sfollati e fino a 20mila euro per le aziende. L’articolo 17 impone indagini geologiche urgenti e monitoraggio h24 nel comune nisseno

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza per il passaggio del Ciclone Harry, che a partire dal 18 gennaio 2026 ha flagellato le fasce costiere di Calabria, Sardegna e Sicilia, arriva la risposta operativa dello Stato. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha firmato l’ordinanza n. 1180: un pacchetto di azioni urgenti per soccorrere la popolazione e mettere in sicurezza i territori devastati da vento e mareggiate. Ecco quali sono le principali misure presenti nel provvedimento.

I Commissari e gli aiuti economici

I Presidenti delle 3 Regioni colpite sono stati nominati Commissari delegati e avranno 30 giorni per presentare un piano degli interventi. La priorità è l’assistenza: per le famiglie costrette ad abbandonare le proprie case (sgomberate o distrutte), l’ordinanza sblocca il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). Si tratta di un assegno mensile che varia dai 400 euro per i single fino ai 900 euro per le famiglie numerose, con extra previsti per anziani e disabili. Previste anche le prime misure di sostegno immediato al tessuto economico: fino a 5mila euro per i danni all’abitazione principale e fino a 20mila euro per far ripartire le attività produttive e commerciali.

Focus sulla sicurezza: il caso Niscemi

Tra le pieghe del provvedimento tecnico, emerge una disposizione molto specifica. L’articolo 17 dell’ordinanza è interamente dedicato alla grave situazione idrogeologica del Comune di Niscemi, in Sicilia. Il testo ordina non solo interventi di ripristino, ma un approccio scientifico al problema della frana che interessa l’area. Viene disposto l’obbligo di realizzare una dettagliata analisi del rischio: saranno avviate indagini geognostiche (per studiare il sottosuolo) e geotecniche, finalizzate a capire le cause profonde del movimento franoso. Inoltre, sarà installato un sistema di monitoraggio strumentale e di sorveglianza per tenere sotto controllo l’evoluzione del dissesto e garantire la pubblica incolumità.

Meno burocrazia

Per fare tutto questo in tempi rapidi, l’ordinanza autorizza numerose deroghe alle leggi vigenti in materia di appalti e urbanistica. L’obiettivo è chiaro: rimuovere macerie, fango e pericoli subito, senza restare imbrigliati nelle lungaggini burocratiche, per permettere al Sud di rialzarsi.