“Colpa del governo e del buco dell’ozono”: a Niscemi va in scena il festival dei luoghi comuni

Tra accuse al governo e "ricette Ikea", il dibattito sul disastro siciliano si infiamma: l’analisi di Marco Patricelli su Libero

La terra che frana a Niscemi non trascina con sé solo detriti e speranze, ma apre il campo all’ormai consueto scontro tra fazioni, dove la realtà scientifica spesso cede il passo al “luogo comune”. In un articolo pubblicato su Libero dal titolo “La frana di Niscemi è colpa del governo, che non combatte il buco dell’ozono“, Marco Patricelli punta il dito contro quella che definisce una parata di “illusionisti e giocolieri politici“. Secondo l’autore, il disastro è diventato il palcoscenico ideale per chi cerca colpe facili. Patricelli scrive che per molti la colpa della frana “dipenderebbe pure dal buco dell’ozono […] dalla tropicalizzazione frutto dell’innalzamento della temperatura“, ironizzando su come l’emergenza climatica sia diventata un tema che “sta bene su tutto e come il nero casca a pennello con la moda green“.

L’articolo non risparmia critiche ai leader dell’opposizione. Elly Schlein viene citata per la richiesta di un miliardo di euro, definita un “proclama” che somiglia più a un pacco che a un dono. Non mancano i riferimenti ai leader di AVS, Fratoianni e Bonelli, accusati di proporre soluzioni “in confezione Ikea con tanto di istruzioni“, suggerendo di sottrarre fondi al Ponte di Messina per destinarli a Niscemi.

Il commentatore di Libero richiama infine il precedente de L’Aquila 2009, ricordando come la ricostruzione richieda realismo piuttosto che formule magiche. La conclusione è amara: Niscemi difficilmente potrà risorgere esattamente dov’era, perché la terra si è disintegrata. Per ricostruire, conclude la fonte, servirebbero meno “parole in libertà” e più “onestà e realismo“.