Con l’arrivo del 2026 cambia una regola non scritta che per anni ha accompagnato vacanze, escursioni e gite in mare: l’idea che, in caso di emergenza, il soccorso fosse sempre e comunque “gratuito”, senza conseguenze. Non sarà più così. La Legge di bilancio 2026 introduce un principio destinato a far discutere e, soprattutto, a modificare le abitudini di molti: chi provoca un intervento di soccorso a causa di comportamenti palesemente imprudenti potrà essere chiamato a rimborsarne i costi. La norma – contenuta nei commi dal 726 al 730 – nasce con un obiettivo preciso: scoraggiare gli “avventurieri della domenica” che affrontano montagna e mare senza preparazione, attrezzature adeguate o il minimo rispetto delle condizioni ambientali, mettendo a rischio non solo sé stessi, ma anche chi interviene per salvarli.
Quando scatterà il rimborso
Il diritto al soccorso resta intoccabile: nessuno verrà lasciato in difficoltà perché non può pagare. Tuttavia, una volta conclusa l’operazione, lo Stato potrà chiedere il rimborso delle spese in situazioni ben definite. Accadrà in presenza di dolo o colpa grave, cioè quando l’emergenza deriva da una negligenza evidente o da una sfida consapevole al pericolo: escursioni su sentieri impegnativi con scarpe inadatte, uscite in mare ignorando allerte meteo, oppure attività affrontate senza alcuna preparazione.
Il rimborso potrà scattare anche in caso di richieste infondate o ingiustificate, come chiamate ai numeri di emergenza che, una volta verificata la situazione, si rivelano prive di una reale necessità.
Chi interviene e quanto può costare
Dal soccorso in montagna agli interventi in mare, passando per le emergenze in zone impervie, saranno coinvolti Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Capitanerie di Porto e Guardia Costiera. Le tariffe non sono ancora fissate: saranno definite da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il calcolo terrà conto di diversi fattori, tra cui il numero di operatori impiegati, i mezzi utilizzati – come elicotteri e motovedette – il consumo di carburante e l’uso di attrezzature specialistiche. In alcuni casi, il conto potrebbe arrivare a cifre molto elevate.
