Il 31 gennaio 1966 l’Unione Sovietica scrisse una pagina fondamentale della storia dell’esplorazione spaziale con il lancio della sonda Luna 9, la prima missione destinata a raggiungere la superficie lunare con un allunaggio morbido. A sessant’anni di distanza, quell’impresa resta una delle pietre miliari della corsa allo Spazio del Novecento. Dopo una serie di tentativi falliti, Luna 9 riuscì a completare con successo il viaggio verso il nostro satellite naturale, atterrando il 3 febbraio 1966 nell’Oceanus Procellarum. Per la prima volta, una sonda non solo sopravvisse all’impatto con il suolo lunare, ma trasmise anche immagini panoramiche direttamente dalla superficie.
Le fotografie inviate da Luna 9 smentirono definitivamente l’ipotesi che la Luna fosse ricoperta da uno spesso strato di polvere incapace di sostenere un veicolo. I dati raccolti dimostrarono che il suolo era solido, aprendo la strada alle future missioni con equipaggio umano.
Il successo di Luna 9 rafforzò il primato sovietico nelle prime fasi dell’esplorazione spaziale e alimentò la competizione con gli Stati Uniti, che pochi anni dopo avrebbero portato l’uomo sulla Luna. Sessant’anni dopo, quell’allunaggio automatico resta il primo, storico passo dell’umanità sulla superficie lunare.
