Il grasso non è tutto uguale e, in alcuni casi, può persino diventare un alleato della salute cardiovascolare. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science e condotto da un gruppo di ricercatori guidati dalla Rockefeller University di New York, che ha messo in luce il ruolo protettivo del cosiddetto grasso beige. Questo particolare tipo di tessuto adiposo si trova all’interno del grasso bianco, il più diffuso nell’organismo, ma possiede caratteristiche simili al grasso bruno: è in grado di bruciare calorie e produrre calore. Secondo i risultati della ricerca, il grasso beige contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione arteriosa e favorisce una corretta funzionalità dei vasi sanguigni, anche in condizioni di obesità.
Gli esperimenti, condotti su topi, mostrano che l’assenza di grasso beige porta a un aumento della pressione sanguigna indipendentemente dal peso corporeo. In particolare, gli animali privi della proteina Prdm16, fondamentale per la formazione di questo tessuto, presentavano alterazioni del grasso che circonda i vasi e valori pressori più elevati.
I ricercatori suggeriscono che terapie capaci di attivare o stimolare il grasso beige – attraverso freddo, attività fisica o specifiche sostanze – potrebbero in futuro ridurre il rischio di malattie cardiovascolari anche nell’uomo. Sebbene siano necessarie ulteriori conferme, l’analisi di grandi banche dati indica che varianti umane del gene Prdm16 sono associate a una pressione più alta, rafforzando l’importanza di questo “grasso buono” nella tutela del cuore.
